25 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Centrodestra | Il caso Lombardia

Formigoni: Lega? Serve un'alleanza con i moderati

Il Governatore: «Non darò la Regione Lombardia alla Lega: il mio successore deve essere un pidiellino» e «su questo la stragrande maggioranza dei dirigenti del partito è con me». Albertini: «Su Pdl-Lega decida congresso, non dirigenti. Minetti? Ora la chiamerà Tinto Brass...»

ROMA - «Non darò la Regione Lombardia alla Lega: il mio successore deve essere un pidiellino» e «su questo la stragrande maggioranza dei dirigenti del partito è con me». Così come obbiettivo del Pdl per me «deve essere la creazione di una nuova alleanza dei moderati». Anche se «ora io formerò presto una nuova Giunta e poi il 25 Ottobre i consiglieri si dimetteranno e quindi decadrà il Consiglio e solo poi vedremo come e con chi arrivare a elezioni».
Roberto Formigoni va alla guerra contro la possibilità di una riedizione dell'alleanza Pdl-Lega per il Pirellone che possa portare a un candidatura a Governatore per Roberto Maroni o altro leghista, con o senza un' alleanza anche per il governo nazionale alle elezioni. Perchè, ha sottolineato in una intervista al Messaggero il Governatore quasi dimissionario della Lombardia, «sarebbe un errore gravissimo consegnare la nostra Regione alla Lega, perchè se il Pdl gli consegnasse la guida della Lombardia dopo quella di Veneto e Piemonte, perderebbe anche quei pochi voti che gli sono rimasti».
La bocciatura da parte del Celeste, dunque, delle primarie di coalizione Pdl-Lega per la Lombardia prospettate ieri da Maroni, La Russa, Lupi ed altri è senza appello, se non verràù esclusa la possibilità di candidati targati Carroccio. «Spero - ha ripetuto anche oggi- stiano scherzando. Le primarie, semmai, si fanno per scegliere il nome del candidato del Pdl. Se ai leghisti interessa, potranno partecipare per scegliere il nome del candidato Pdl alla presidenza della Regione».

Albertini: Su Pdl-Lega decida congresso, non dirigenti - «Vorrei che l'alleanza con la Lega fosse decisa attraverso un congresso del partito e non da un ceto dirigente ristretto. Vorrei che questo fosse definito in un'assemblea più cospicua dei pochissimi intorno alla corte dell'imperatore». Lo ha detto l'eurodeputato Gabriele Albertini (Pdl), ad Agorà, su Rai Tre, commentando l'ipotesi di primarie di coalizione tra Pdl e Lega Nord.
«Sono favorevole alla competizione tra chi è chiamato a rappresentare i cittadini però sono perplesso sul fatto che si ipotizzino delle primarie di coalizione tra due partiti che sono diversi per progetti, storia e caratteristiche. Ho grande rispetto per i colleghi della Lega, però noi siamo in Europa con il Ppe e loro sono con il Gruppo Europa della libertà e della Democrazia, il partito più contrario agli stati uniti d'Europa, all'euro e a tutto ciò che stiamo costruendo. Fare una coalizione tra cani e gatti con questa diversità strategica è qualcosa che crea imbarazzo a tutti».

Minetti? Ora la chiamerà Tinto Brass... - «Adesso ci sarà una telefonata di Tinto Brass che la inviterà a fare un bel film che guarderò con grande piacere».
Spiegando la sua battuta, considerata di «cattivo gusto» dalla giornalista Maria Teresa Meli, presente in studio, Albertini aggiunge: «nel 2005 ho convinto il presidente Berlusconi con una telefonata di un'ora a non inserire nel listino bloccato non Nicole Minetti, ma una degna persona, che però aveva 21 anni e non era ancora laureata, che si chiama Lara Comi, attuale deputata europea. È stata fuori non perché non fosse commendevole, ma semplicemente perché non doveva stare nel listino bloccato una persona che aveva solo una confidenza con il capo del partito. Berlusconi quindi fece una scelta diversa e nel listino bloccato finì il capo di Gabinetto del sindaco di Milano».