30 marzo 2020
Aggiornato 11:00
Giornalismo | Caso Sallusti

Severino: Cambiare la norma sulla diffamazione

Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, appresa la notizia della conferma in via definitiva della condanna del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti: «Sanzioni pecuniarie e non detentive»

ROMA - «Prendo atto della decisione della Corte di Cassazione. Non conosco il merito della vicenda e ho troppo rispetto delle sentenze per poter fare commenti». Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, appresa la notizia della conferma in via definitiva della condanna del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti.
«In merito al profilo normativo - ha sottolineato il Guardasigilli - confermo quanto oggi detto in Parlamento sulla necessità di intervenire al più presto sulla disciplina della responsabilità per diffamazione del direttore responsabile, omogeneizzandola agli standard europei che prevedono sanzioni pecuniarie e non detentive».

Rao (Udc): Ok alla proposta, no al carcere per un articolo - «Un giornalista non può andare in carcere per ciò che ha scritto, figuriamoci per ciò che ha semplicemente omesso di controllare». Lo ha dichiarato in una nota il capogruppo dell'Udc in Commissione Giustizia alla Camera, Roberto Rao.
«Appoggiamo dunque senza riserve - ha aggiunto - la proposta del ministro Severino di calendarizzare immediatamente i disegni di legge che, secondo quanto previsto dalle normative europee, prevedono per l'omesso controllo da parte del direttore responsabile di un giornale e più in generale per la diffamazione solo una pena pecuniaria. Con l'impegno di tutte le forze politiche e del governo si può arrivare all'approvazione definitiva in tempi brevissimi».
«Non è accettabile per un Paese che riconosce il valore della libertà di informazione e, tranne rarissime eccezioni, non prevede - ha concluso Rao - la responsabilità penale priva dell'elemento soggettivo che si arrivi a condanne come quella del direttore Sallusti».

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