20 settembre 2020
Aggiornato 03:30
Giornalismo | Caso Sallusti

«A Sallusti privilegi non chiesti»

«Quello che potrebbe succedere è che io passi dai domiciliari al carcere». Lo ha affermato il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, ospite stamani a Mattino Cinque su Canale 5 Mediaset. Capezzone: Se Sallusti fosse di sinistra, le piazze sarebbero piene

ROMA - «Quello che potrebbe succedere è che io passi dai domiciliari al carcere». Lo ha affermato il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, ospite stamani a Mattino Cinque su Canale 5 Mediaset.
«Io - ha sottolineato Sallusti - non ho chiesto di andare ai domiciliari» e «tantomeno avrei chiesto di scontarli a casa Santanche'» perchè «ritengo questa decisione della Procura un'ingiustizia» poichè «credo di non avere i requisiti per andare ai domiciliari» e dunque «dovrei andare in carcere».
Duro anche il suo commento sul comportamento dell'informazione circa la vicenda giudiziaria che lo riguarda e la riforma del reato di diffamazione. «I miei colleghi sono degli infami: dovrebbero giocare con le loro vite, non con la mia».

Penalisti Milano: A Sallusti privilegi non chiesti - Per la Camera penale di Milano al direttore del Giornale Alessandro Sallusti è stato riservato un trattamento di favore, non richiesto, che lede il principio di uguaglianza di fronte alla legge. «In ogni aula di giustizia dei Tribunale d'Italia - scrivono i penalisti in una nota - vi è scritta la frase 'La giustizia è uguale per tutti'. A ciò deve tendere l'amministrazione della Giustizia e, nel tentativo di affermare questo principio, anche noi avvocati ogni giorno portiamo nelle aule il nostro impegno. Purtroppo accade anche che tali tentativi siano a volte frustrati da diseguaglianze di trattamento cui il sistema non è esente nei confronti di alcuni imputati. Succede così, a proposito degli effetti negativi della eccessiva esposizione mediatica di alcune vicende processuali, che tale diseguaglianze vengano all'attenzione dell'opinione pubblica con maggiore evidenza. E' avvenuto così per il trattamento riservato al giornalista Sallusti».

Capezzone: Se Sallusti fosse di sinistra, le piazze sarebbero piene - «Anche a prescindere dalla questione della regolamentazione legislativa della diffamazione, resta un dato di fatto. Se la vicenda che vede protagonista involontario Alessandro Sallusti avesse coinvolto un giornalista di sinistra, o addirittura una icona del giornalismo militante antiberlusconiano, allora avremmo avuto, nell'ordine: piazze piene, manifestazioni e mobilitazioni di massa, palinsesti dedicati al tema a reti pressoché unificate». Lo ha dichiarato in una nota Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.
«Invece, in questo caso, ci si limita a qualche svelta parolina di solidarietà, spesso pelosa. Meraviglie - ha concluso - del doppiopesismo italico».