23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Animali | Vivisezione

Green Hill, tutti liberi i 2639 beagle

«Sono stati tutti messi in salvo con le ultime operazioni di affidamento che si sono concluse questa settimana per gli ultimi nati»: lo hanno annunciato Lav e Legambiente, custodi giudiziari dei beagle dell'allevamento, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Brescia

ROMA - Sono tutti liberi i 2639 cani beagle di Green Hill, l'allevamento di animali per la sperimentazione di Montichiari che il 18 luglio scorso sono stati posti sotto sequestro probatorio dalla procura di Brescia «Sono stati tutti messi in salvo con le ultime operazioni di affidamento che si sono concluse questa settimana per gli ultimi nati»: lo hanno annunciato Lav e Legambiente, custodi giudiziari dei beagle dell'allevamento, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Brescia Le testimonianze delle famiglie che hanno preso in affido i cani sono unanime: «Giocano e hanno riscoperto l'affetto degli esseri umani, sono rinati».

Da domani proseguiranno, senza sosta, da parte dei custodi giudiziari, le attività di controllo dei beagle affidati e l'assistenza per fornire informazioni utili alla corretta convivenza con animali sottoposti alle deprivazioni della vita in un allevamento per la vivisezione. Le Associazioni ricordano che il Tribunale del Riesame di Brescia nel confermare (il 3 agosto 2012) il sequestro probatorio dei cani dell'allevamento ha evidenziato la sussistenza del fumus del reato di maltrattamento di animali, non solo in relazione ai decessi e alle soppressioni rinvenute e documentate dalla polizia giudiziaria intervenuta (ovvero il Nirda, operativo al Corpo Forestale dello Stato), ma anche e soprattutto alle modalità di detenzione degli stessi all'interno dello stabilimento, di fatto etologicamente incompatibili con le corrette modalità di allevamento e detenzione di cani di razza beagle all'interno della struttura. Ragiona il collegio nella sua Ordinanza che, «anche se gli animali sono allevati per la sperimentazione animale, ciò non esclude l'obbligo di rispettare la loro etologia e devono quindi essere evitate lesioni sia fisiche che psicofisiche».

«Una riscossa storica per questi animali altrimenti destinati alla vivisezione, un lieto fine che non ha precedenti nella storia dell'antivivisezionismo per numero di cani liberi», ha sottolineato Gianluca Felicetti, presidente della Lav.

«Oggi - aggiunge il presidente della Lav - siamo più che mai felici per aver potuto offrire una nuova vita a così tanti animali, ma prosegue senza sosta la nostra battaglia legale per la condanna e la chiusura di Green Hill, senza dimenticare tutti gli altri animali ancora usati a fini sperimentali: quasi 900 mila in Italia nei 600 stabulari ancora attivi». Sono oltre 9mila le richieste d'affido per i beagle, arrivate alla Lav in pochi giorni: «Sono il segnale di una convinta volontà collettiva che disapprova la sperimentazione animale, un segnale che governo e Parlamento non possono ignorare approvando definitivamente l'articolo 14 della Legge Comunitaria ferma da troppi mesi al Senato».

«Festeggiamo una grandissima vittoria contro ogni forma di maltrattamento sugli animali», ha aggiunto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, e «siamo felici di aver smascherato una terribile illegalità che avveniva al riparo della doppia recinzione dell'azienda Green Hill che siamo riusciti a portare alla luce. Continueremo con ancor maggiore determinazione la battaglia di legalità contro tutte le ecomafie». E «chiediamo all'Europa e all'Italia di cogliere questa grande vittoria collettiva per voltare pagina e compiere finalmente un'improcrastinabile scelta politica: abolire l'anacronistico obbligo della sperimentazione animale».

E stasera a Brescia gli animalisti hanno organizzato il «liberation party», una festa che «vuole essere un'occasione per brindare a questo parziale successo ma anche per organizzare le prossime attività per chiudere definitivamente Green Hill. Le testimonianze degli affidatari ci confortano perché questi cani che finalmente possono correre e giocare, e scoprire l'affetto e il rispetto degli umani, sono rinati».