19 settembre 2019
Aggiornato 10:00
Gay | Unione civili

Vendola: Voglio sposasarmi con il mio compagno

«Sono questioni delicate che riguardano la vita delle persone: non sono temi sui farci propaganda». Il leader Sel Nichi Vendola invita alla misura e alla serietà nell'affrontare il tema delle nozze gay, da lui posto ieri alla festa del Pd di Reggio Emilia, con l'annuncio di volersi sposare prima o poi in Italia. Concia: Governo riapra il fascicolo, serve legge contro l'omofobia

ROMA - «Sono questioni delicate che riguardano la vita delle persone: non sono temi sui farci propaganda». Il leader Sel Nichi Vendola invita alla misura e alla serietà nell'affrontare il tema delle nozze gay, da lui posto ieri alla festa del Pd di Reggio Emilia, con l'annuncio di volersi sposare prima o poi in Italia.
Un annuncio che ha visto la presidente del Pd Rosy Bindi, sua interlocutrice nel dibattito a Reggio Emilia, opporre in diretta il suo immediato no a veri e propri matrimoni fra omosessuali, essendo il paletto massimo per lei ammissibile i cosiddetti Dico: il riconoscimento dei diritti reciprochi di persone che comunicano la loro convivenza, indipendentemente dal loro sesso. Un «limite invalicabile» quello ribadito dalla cattolica democratica Bindi in nome di una Costituzione che, a suo dire, «con chiarezza» non consente altre forme di matrimonio che fra uomo e donne.

Vendola: Voglio sposarmi con il mio compagno - «Io - aveva invece obiettato Vendola - non voglio stare in un acronimo. Ho 54 anni e voglio sposarmi con il mio compagno, rivendico questo. Come persona e come cristiano voglio poter vivere una discussione vera e chiedere al mio Stato e alla mia Chiesa per quale motivo progetti d'amore non possono essere liberati da un tappo di Medio Evo che tante volte ha ferito la nostra vita».
Lo scontro Vendola-Bindi ha avuto effetto politico di riaprire nel Pd e nel centrosinistra il confronto fra laici e cattolici sulle nozze gay e, più in generale, sulla praticabilità di un'alleanza che vada da Casini a Vendola. E quello più mediatico di una pioggia di commenti-scontri-ironie sia su Vendola che su Bindi via web.

Concia: Governo riapra il fascicolo, serve legge contro l'omofobia - «Dopo l'ennesima gravissima aggressione omofobica avvenuta ieri a Padova mi sembra che il nostro paese si stia rassegnando tristemente ad assistere impotente a quella che è una vera e propria deriva di violenza. Io non voglio arrendermi e continuerò a ripeterlo all'infinito: serve una legge contro l'omofobia e la transfobia. Il resto sono solo chiacchiere». Lo dichiara Anna Paola Concia, deputata del Partito democratico.
«L'episodio di ieri è avvenuto, tra l'altro, in una realtà importantissima come il Pride Village di Padova a dimostrazione che gli omofobi vogliono colpire quei luoghi inclusivi che abbattono gli steccati e creano ponti fra i cittadini».
«Mi auguro che il Governo Monti - prosegue Concia - voglia riaprire il fascicolo omofobia e transfobia; bisogna occuparsi quanto prima di questo tema che ogni giorno aumenta il divario fra noi e quei paesi europei che hanno legiferato ormai da moltissimo tempo su queste tematiche. Non possiamo pensare che il grado di civiltà di un paese sia meno importante della sua tenuta economica. La politica, quella buona, deve essere in grado di occuparsi di tutto, dando risposte credibili ai cittadini».