26 agosto 2019
Aggiornato 10:00
Conti pubblici | Crisi del debito

Baldassarri: Il Fondo antidebito è già in Parlamento

Il progetto Baldassarri prevede la costituzione di un «Fondo Immobiliare Italia» di diritto privato a cui Stato, Regioni e Comuni potranno conferire i loro beni immobili. Boccia: Su debito dibattito surreale, chiarezza su cifre. Belisario (Idv): Sì a dismissioni, no a svendite di Stato

ROMA - «Se fosse stato accettato il mio emendamento alla spending review, il Piano antidebito di cui si discute in questi giorni sarebbe già legge». Lo ha dichiarato a SkyTg24 il presidente della Commissione Bilancio del Senato ed esponente di Fli Mario Baldassarri. «Il primo agosto quell'emendamento è diventato un disegno di legge depositato al Parlamento: quindi c'è già un atto istituzionale che può rapidamente essere approvato».

Il progetto Baldassarri prevede la costituzione di un «Fondo Immobiliare Italia» di diritto privato a cui Stato, Regioni e Comuni potranno conferire i loro beni immobili. Per acquistare i beni, il Fondo emetterebbe obbligazioni convertibili in azioni (che essendo garantite da beni reali potrebbero avere un rating elevato) da collocare presso investitori nazionali e internazionali. Con le risorse raccolte presso gli investitori il Fondo pagherebbe gli immobili allo Stato, alle Regioni e ai Comuni che potrebbero così ridurre i propri debiti. Nel frattempo il Fondo Immobiliare Italia potrebbe valorizzare i beni immobili e venderli gradualmente nel giro di 15-20 anni.
«Con questa proposta, frutto delle analisi di economisti e tecnici come Savona e Monorchio - ha aggiunto Baldassarri, anch'egli professore di economia - si compensano due esigenze: far ottenere rapidamente allo Stato e agli enti territoriali risorse liquide per ridurre il debito e lasciare al Fondo il tempo necessario per valorizzare e cedere il patrimonio».

Boccia: Su debito dibattito surreale, chiarezza su cifre - «Il dibattito sulla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato, con relative cifre date in libertà, sta diventando surreale. Al momento, esiste una unica cifra ufficiale che è quella riportata nell'elenco dei beni dello Stato trasferibili allegata al decreto sul federalismo demaniale del 2010, pari a 50miliardi». Lo dice Francesco Boccia, deputato del Pd e coordinatore delle commissioni economiche alla Camera.
«In queste ore, però - prosegue Boccia -, escono cifre senza alcun fondamento come quella che valuterebbe il patrimonio statale vendibile pari a 400miliardi. Delle due, l'una: o nei 400miliardi sono compresi anche il Colosseo e la fontana di Trevi oppure è evidente che c'è una ambiguità di fondo. Se questa cifra comprende anche la svendita di alcune azienda di Stato, come la vicenda che riguarda Ansaldo energia, il Pd non sarebbe d'accordo. Chiediamo ai gruppi che sostengono il governo di portare la discussione in Parlamento, con serietà e rigore, sulla base della relazione puntuale del ministero dell'Economia sul patrimonio dello Stato. Ci aspettiamo un resoconto ufficiale con cifre certe sul patrimonio disponibile effettivamente vendibile - conclude l'esponente del Pd - e che ci auguriamo non faccia la stessa fine delle gloriose Scip 1, 2 e 3 di tremontiana memoria le cui tracce si possono ancora trovare nelle bolle dei mercati finanziari italiani e internazionali».

Belisario (Idv): Sì a dismissioni, no a svendite di Stato - «La strada delle dismissioni per abbattere il debito pubblico è percorribile, e l'Italia dei Valori l'ha già indicata da tempo, ma è una strada pericolosa che si può prendere solo se ci si muove all'interno di paletti rigidi: no alle svendite di Stato, tipo le cartolarizzazioni di tremontiana memoria, e no netto alla privatizzazione di beni di interesse storico, artistico, archeologico». Lo sottolinea il capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario.