27 giugno 2019
Aggiornato 06:00
Centrodestra | La crisi del Pdl

Meloni: Nel Pdl servono le primarie

L'ex Ministro della Gioventù: Berlusconi resti l'allenatore, daremo battaglia contro il proporzionale. La Russa: Seguiamo lealmente Berlusconi, ma no ad un ritorno al passato

ROMA - No al ritorno del Pdl a Forza Italia, no a una nuova premiership di Silvio Berlusconi, no a una legge elettorale marcatamente proporzionale, magari in nome di una stagione di larghe intese dopo le elezioni politiche 2013. L'ex ministro Pdl Giorgia Meloni, creatrice e leader di quegli incontri 'Atreju' dei giovani della destra con i big del partito che tanto sono serviti da carburante a Silvio Berlusconi negli anni da Premier, ha messo nero su bianco il suo dissenso su una nuova fase del centrodestra targata Silvio.

BERLUSCONI ALLENATORE - «Io - ha detto Meloni, intervistata da Repubblica - preferirei Berlusconi alle prossime elezioni nella veste di allenatore, piuttosto che di giocatore. Sarebbe più efficace e darebbe una prospettiva al Pdl». E «penso anche che Berlusconi si debba misurare con le primarie che conviene a tutti fare, anche a lui» perchè «una campagna popolare porterebbe a una salutare rilegittimazione dal basso» mentre mandandole in soffitta dopo averle annunciate farebbe fare a tutto il Pdl «la figura di chi non accetta il confronto con la gente».

NOI CREDIAMO IN UN SISTEMA BIPOLARE - Quanto alla possibilità di tornare a simbolo o addirittura al nome di Forza Italia a Meloni la precisazione del Cav. Non è bastata. «Sarà anche una proposta - ha detto in proposito- ma per noi resta irricevibile. Non si propone solo di cambiare nome al Pdl ma di fare un salto all'indietro, tradendo lo spirito di una missione premiata con il 38% di voti». Ed altrettanto netto è il no della ex ministro ad una riforma elettorale più proporzionale contro la quale «siamo pronti a dare battaglia» perchè «sarebbe la morte di tutto quello che abbiamo costruito fin'ora» mentre «noi crediamo in un sistema bipolare» e «la conferma di Monti sostenuto dalla destra e dalla sinistra ci fa inorridire». Insomma, «vogliamo sapere prima - ha detto sulla riforma elettorale- cosa si intende fare con il centrodestra» parchè «nessuna legge elettorale che non riguardi esclusivamente l'introduzione delle preferenze potrà essere approvata prima». E in ogni caso «non abbandoneremo l'Italia alle incertezze della Prima Repubblica».

LA RUSSA: NO AD UN RITORNO AL PASSATO - «Siamo disposti ad accettare la candidatura di Berlusconi che è la migliore se si vuole difendere la storia dei governi Berlusconi. Ma il ritorno al passato nel nome e nella sostanza non è positivo, vogliamo andare avanti». Lo ha detto Ignazio La Russa al Tg3, sottolineando che delle ipotesi di intervenire sul Pdl «ne discuteremo nelle sedi di partito». E aggiungendo: «Lo faremo senza Volpe Pasini (intervistato poco prima durante il telegiornale, ndr): siete andati a raschiare il fondo del barile, chi è Volpe Pasini? Non lo conosco, non so dove li trovate».
«Berlusconi dice che vuole scendere in campo, nessuno credo glielo possa impedire. Siamo lealmente pronti a seguire questo percorso, ma non si tratti dell'interruzione del percorso del Popolo delle libertà che abbiamo costruito», ha aggiunto.