26 gennaio 2020
Aggiornato 19:30
Centrodestra | Crisi PDL

Berlusconi cancella le primarie. E pensa al modello spagnolo

Gli ex di AN avanzano altro sistema. L'Ufficio di Presidenza sancirà il ritorno del Cavaliere? Berlusconi in campo, l'ironia di Twitter si abbatte su Alfano

ROMA - Hanno sgranato gli occhi, quando Silvio Berlusconi senza battere ciglio ha comunicato candidamente allo stato maggiore del Pdl disorientato dallo 'strappo' di ieri che «no, non ho mai dichiarato di volermi candidare, ma sono gli altri a chiedermi di tornare». Hanno sgranato gli occhi un po' tutti, da Alfano a Cicchitto, da La Russa a Gasparri e Corsaro, fino a Verdini e Quagliariello. E hanno risposto nell'unico modo possibile, arrivati a questo punto della partita: «Lascia perdere, Presidente, così faremmo solo confusione, ormai bisogna partire».

Sarà convocato l'ufficio di presidenza - L'unica variante, per cercare di consegnare ad Alfano una via d'uscita simbolica dalla scomoda posizione nella quale l'ha costretto Berlusconi, assomiglia a una 'toppa', ma è comunque in corso di valutazione. Si tratta di convocare presto un ufficio di Presidenza, durante il quale Angelino Alfano chiederebbe formalmente a Silvio Berlusconi di tornare a guidare il Pdl. Intanto, la prima 'vittima' del ritorno del Cav sono le elezioni primarie, di fatto la principale novità della segreteria Alfano. Saltano le consultazioni, dunque, gelando alfaniani e formattatori, anche se Cicchitto giura: «Siamo tutti con il Presidente». E' stato proprio Cicchitto, al termine del vertice a Grazioli, ad annunciare la dipartita delle primarie ai cronisti. Anche se, ha aggiunto, potrebbero tenersi per la scelta di incarichi di partito. Qualcuno ipotizza anche per la segreteria, ma la suggestione non viene confermata da nessuno dei partecipanti al summit.

Ma è soprattutto la legge elettorale a far discutere il Pdl. Un'ala significativa del partito, non osteggiata da Berlusconi, pensa che possa essere utile proporre il modello spagnolo, che non sarebbe inviso a Bersani. In realtà, il nodo nella trattativa con il Pd si chiama premio di maggioranza: Silvio lo vorrebbe destinare al primo partito, alla coalizione lo preferirebbe il segretario democratico. Un'ipotesi di mediazione sarebbe stata avanzata nel corso del vertice dagli ex An: metà del premio da attribuire al primo partito, metà alla coalizione vincente. Con un effetto pratico: il Pd otterrebbe una solida maggioranza in caso di 'conquista' di entrambi i premi, mentre si aprirebbe la strada di larghe intese - non sgradite all'ex premier - se i democratici prevalessero come coalizione, ma non come partito.

Alla fine si parla di calcio - La riunione di Grazioli era stata convocata da tempo per discutere anche della sopravvivenza del Pdl dopo i tagli dei rimborsi elettorali stabiliti dal Parlamento. Poi, come spesso accade quando c'è di mezzo il Cavaliere, si è finiti a discutere di calcio: «Ho venduto Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva al Psg. Risparmiamo 150 milioni di euro in due anni», ha rivelato l'ex premier, costretto come tutti a fare i conti con la crisi.

Colpito il pioniere Pdl su Twitter. Ma c'è chi lo difende - Ha sempre confessato la propria passione per social network e tecnologie. Per Twitter, in particolare, ritagliandosi un ruolo di apripista fra i big della politica. Tanto da twittare anche dagli studi tv nei quali era ospite, o fino al punto di svelare la notizia di un vertice Abc da Mario Monti. Stavolta, però, le ultime 24 ore sul social network sono state 'amare', per Angelino, dopo l'annuncio di Silvio Berlusconi che ha scalzato il 'delfino' - almeno fino a contrordine - in vista della corsa alle Politiche del 2013.