10 aprile 2020
Aggiornato 14:30
Report dell'Istat «Separazioni e divorzi in Italia» riferito al 2010

Il matrimonio dura 15 anni, più separazioni e meno divorzi

Sembra anche finita l'era delle separazioni sul modello della «Guerra dei Roses»: marito e moglie che si dicono addio preferiscono infatti farlo consensualmente. Nel 2010 si sono concluse in questo modo l'85,5% delle separazioni e il 72,4% dei divorzi

ROMA - Un matrimonio? Dura 15 anni. Non è la previsione di un veggente, ma la durata media delle nozze degli italiani. E' quanto emerge dal report dell'Istat «Separazioni e divorzi in Italia» riferito al 2010. L'acme della crisi della coppia ha anche una età e arriva tra i 35 e i 44 anni: nel 2010 infatti all'atto della separazione i mariti avevano mediamente 45 anni e le mogli 42. Analizzando la distribuzione per età si nota come la classe più numerosa sia quella tra i 40 e i 44 anni per i mariti (18.452 separazioni, il 20,9% del totale) e per le mogli (19.063 pari al 21,6%), mentre solo dieci anni prima il maggior numero delle separazioni ricadeva nella classe 35-39 anni. Per quanto riguarda il divorzio, invece, l'età media è di 47 anni per i mariti e 44 per le mogli, valori «in aumento - spiega l'Istat - per effetto della posticipazione delle nozze verso età più mature e per l'aumento delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne».

Quando un matrimonio finisce, si preferisce la separazione al divorzio: nel 2010 infatti le separazioni sono state 88.191 (+2,6% sul 2009) e i divorzi 54.160, con decremento dello 0,5%. I tassi di separazione e di divorzio totale mostrano in ogni caso, per entrambi i fenomeni, una continua crescita: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni erano 158 le separazioni e 80 i divorzi, nel 2010 si arriva a 307 separazioni e 182 divorzi.

Sembra anche finita l'era delle separazioni sul modello della «Guerra dei Roses»: marito e moglie che si dicono addio preferiscono infatti farlo consensualmente. Nel 2010 si sono concluse in questo modo l'85,5% delle separazioni e il 72,4% dei divorzi. La quota di separazioni giudiziali (14,5%) è più alta nel Mezzogiorno (21,5%) e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (20,7%). Ancora, il 68,7% delle separazioni e il 58,5% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli avuti durante il matrimonio.

L'89,8% delle separazioni di coppie con figli ha previsto l'affido condiviso, modalità ampiamente prevalente dopo l'introduzione della Legge 54/2006. Nel 20,6% delle separazioni è previsto un assegno mensile per il coniuge (nel 98% dei casi corrisposto dal marito). Questa quota è più alta nelle Isole (24,9%) e nel Sud (24,1%), mentre nel Nord si assesta sul 17%. Gli importi medi, invece, sono più elevati al Nord (520,4 euro) che nel resto del Paese (447,4 euro). Infine, nel 56,2% delle separazioni la casa è stata assegnata alla moglie, mentre appaiono quasi paritarie le quote di assegnazioni al marito (21,5%) e quelle che prevedono due abitazioni autonome e distinte, ma diverse da quella coniugale (19,8%).

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