12 luglio 2020
Aggiornato 05:00
La visita nel carcere genovese

Proteste a Marassi all'arrivo del Ministro Severino

Un gruppo di parenti di detenuti nel carcere genovese di Marassi ha accolto l'arrivo del ministro della Giustizia scandendo lo slogan «Amnistia, amnistia». Severino: Decide il Parlamento

GENOVA - Un gruppo di parenti di detenuti nel carcere genovese di Marassi ha accolto l'arrivo del ministro della Giustizia, Paola Severino, scandendo lo slogan «Amnistia, amnistia». Il ministro, in visita agli istituti penitenziari genovesi era accompagnato da Giovanni Tamburini, direttore del dipartimento amministrazione penitenziaria e dal direttore del carcere di Marassi, Salvatore Mazzeo. Una quindicina di aderenti al sindacato Uil-P.A. attendeva il ministro di fronte l'ingresso del carcere indossando mascherine sul viso, per ricordare le condizioni igieniche degli istituti penitenziari italiani e una fascia nera al braccio in segno di lutto per i colleghi caduti in servizio. Il sindacato Sappe ha chiesto un incontro con il ministro.

Severino: Sull'amnistia decide il Parlamento - «Sull'eventuale provvedimento di amnistia sarà il Parlamento a decidere. L'amnistia - ha spiegato il ministro - richiede la maggioranza qualificata del Parlamento per essere approvata. Se vogliamo ragionare non con il cuore ma con la testa, l'amnistia è un provvedimento sul quale dobbiamo verificare la disponibilità del Parlamento che in questa materia è l'unico che può assumere una decisione».

Binario accelerato per ddl misure alternative - «La riforma del disegno di legge sulle misure alternative deve andare avanti su un binario accelerato. Sto sollecitando in tutti i modi il provvedimento», ha precisato il ministro.