19 giugno 2019
Aggiornato 02:30
Impasse sul Cda RAI

Rai, PD e Terzo polo contro Schifani: commissariare

Il Pdl ottiene la sostituzione di Pietro Amato con Pasquale Viespoli in Vigilanza. Scelta illegittima a fronte della quale Pd e Terzo polo chiedono a Zavoli di intervenire per il rispetto della legge, appellandosi al Presidente della Camera Fini se non addirittura a Napolitano

ROMA - L'impasse e l'ombra del commissariamento Rai. Unica via, secondo Pd e Terzo polo, dopo lo strappo del Pdl sostenuto da Schifani che oggi ha sostituito Pietro Amato con Pasquale Viespoli in Vigilanza. Scelta illegittima a fronte della quale Pd e Terzo polo chiedono a Zavoli di intervenire per il rispetto della legge, appellandosi al Presidente della Camera Fini se non addirittura a Napolitano. Carta che il Presidente della Vigilanza si appresterebbe a giocare, per sbloccare una situazione critica a livello istituzionale. Soprattutto «grave e pregiudizievole» per l'azienda, dichiara il Presidente della Vigilanza.

LA CRONACA - Stamani una nuova fumata nera in Commissione: pesa nel Pdl la scelta del senatore Paolo Amato di appoggiare - in dissenso dal gruppo - Paola Nardelli. Scelta politica quella di Amato, nata dalla 'bocciatura' - in seno al Pdl - di un altro possibile candidato outsider: Giampaolo Rossi, toscano in rottura con Denis Verdini. La Commissione si riunisce, e parallelamente lo fanno i componenti Pdl. Situazione caotica, il radicale Beltrandi decide di far mancare il numero legale. Zavoli riunisce l'ufficio di Presidenza, il Pdl cala le carte. Amato, riferiscono al Senato Gasparri e Quagliariello, lascia e deve essere sostituito. Si oppongono Pd e Terzo polo ricordando che a norma di regolamento le sostituzioni possono avvenire solo in caso di dimissioni, incarico di Governo o cessazione del mandato elettorale. E Zavoli non cede: la Commissione si riunisce da domattina con votazioni ad oltranza. Intanto però l'operazione Amato procede: il senatore resiste, in una nota afferma di non aver rassegnato le sue dimissioni. Ma nel frattempo Schifani procede e in una lettera a Zavoli comunica la sua sostituzione con Pasquale Viespoli, capogruppo di Popolo e Territorio, motivandola con la rappresentanza proporzionale in Commissione, possibile data la rinuncia del Pdl ad uno dei suoi componenti. Amato, appunto. Il senatore cede, e annuncia di non partecipare più alla Vigilanza.

SCELTA «ILLEGITTIMA» - PD e Terzo polo contestano la scelta della seconda carica del Senato, «illegittima» dice Anna Finocchiaro, «imbarazzante e inaccettabile». Una scelta «incredibile» per Casini, «un atto persecutorio ai danni del collega che ha espresso liberamente una scelta rispetto alla votazione sul consiglio di amministrazione della Rai», dice il capogruppo al Senato D'Alia. «Schifani riferisca in Aula», chiede Belisario, Idv.

BERSANI E CASINI PER IL COMMISSARIAMENTO - Dunque ora, nonostante le votazioni ad oltranza, potrebbe profilarsi una nuova fumata nera per l'elezione dei sette consiglieri Rai. La strada che si apre, per Pd e Terzo polo, è il commissariamento, una scelta obbligata secondo Bersani e Casini nel caso in cui prosegua l'ostruzionismo sostanziale del Pdl. E i tempi dovrebbero essere stretti per parlarne apertamente a Monti: «questa buffonata deve finire presto» ragionava oggi con i suoi il leader centrista. Contrario al commissariamento il Pdl, un «pericoloso progetto autoritario» dice il capogruppo Butti. Ma per il partito del Cavaliere resta aperto il nodo del numero dei commissari vista l'assenza di Amato e quella - prevista - di Viespoli. Impossibile a questo punto averne quattro, è sul terzo (sicuri Verro e Rositani) che si gioca la partita: e Antonio Pilati, estensore della legge Gasparri, la spunterebbe su Luisa Todini. Sempre che l'impasse, ormai istituzionale, si sblocchi.