15 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
Omelia a San Giovanni in Laterano per il Corpus domini

Papa: Serve purificazione del cuore

Il Pontefice: Non basta l'osservanza rituale, ma si richiede la purificazione del cuore e il coinvolgimento della vita. Con gli anni 60 e 70 si è perso il senso di sacralità dell'eucaristia. Senza sacralità i giovani attratti da idoli consumistici

ROMA - «Grazie a Cristo, la sacralità è più vera, più intensa, e, come avviene per i comandamenti, anche più esigente! Non basta l'osservanza rituale, ma si richiede la purificazione del cuore e il coinvolgimento della vita». Lo ha detto il Papa nel corso dell'omelia pronunciata a San Giovanni in Laterano per il Corpus domini.

Sacralità dell'eucarestia - Benedetto XVI ha sottolineato nella sua omelia il significato della «sacralità dell'eucaristia» e il rischio che con gli anni Sessanta e Settanta i cattolici abbiano perduto una piena consapevolezza della presenza di Cristo. «Anche qui abbiamo risentito nel passato recente di un certo fraintendimento del messaggio autentico della Sacra Scrittura. La novità cristiana riguardo al culto è stata influenzata da una certa mentalità secolaristica degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso», ha detto Benedetto XVI. «E' vero, e rimane sempre valido, che il centro del culto ormai non sta più nei riti e nei sacrifici antichi, ma in Cristo stesso, nella sua persona, nella sua vita, nel suo mistero pasquale. E tuttavia da questa novità fondamentale non si deve concludere che il sacro non esista più, ma che esso ha trovato il suo compimento in Gesù Cristo, amore divino incarnato».

Senza sacralità i giovani attratti da idoli consumistici - Il «sacro» ha «una funzione educativa», secondo il Papa, «e la sua scomparsa inevitabilmente impoverisce la cultura, in particolare la formazione delle nuove generazioni. Se, per esempio, in nome di una fede secolarizzata e non più bisognosa di segni sacri, venisse abolita questa processione cittadina del Corpus Domini, il profilo spirituale di Roma risulterebbe 'appiattito', e la nostra coscienza personale e comunitaria ne resterebbe indebolita. Oppure pensiamo a una mamma e a un papà che, in nome di una fede desacralizzata, privassero i loro figli di ogni ritualità religiosa: in realtà finirebbero per lasciare campo libero ai tanti surrogati presenti nella società dei consumi, ad altri riti e altri segni, che più facilmente potrebbero diventare idoli».