19 gennaio 2020
Aggiornato 18:00
Conti pubblici | Spending review

Giarda: Stop a costi standard nel federalismo

Il Ministro: Il Governo centrale si disinteressi delle province più ricche dell'impero. Balduzzi: Dalla sanità 1/4 dei tagli, ma saranno mirati. L'IdV al Ministro della Salute: Eliminare gli sprechi. Senatori Pdl: Compensazione liberi professionisti

ROMA - Superare il sistema dei costi standard nel federalismo fiscale per migliorare l'efficienza della spesa pubblica. È l'idea del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, responsabile dell'esecutivo per la spending review. «Non c'è - ha detto Giarda - nessuna necessità che il paese, a livello di politica romana, si occupi del business degli enti locali. Lo Stato dovrebbe uscire dal business locale e lasciar emergere le differenze, e la conseguenza è l'eliminazione del riferimento ai costi standard».
«Se si vuole governare bene la spesa pubblica - ha sottolineato Giarda a un convegno nella sede di Unioncamere - metterci ordine e guardare in prospettiva a una riduzione della spesa, bisogna che il legislatore nazionale cominci a disinteressarsi di quello che succede nelle province ricche dell'impero. L'essenza del federalismo fiscale è che lo Stato non si impiccia delle differenze tra situazioni con diversa ricchezza: il legislatore nazionale - ha concluso - si deve poter occupare in modo più attento e robusto delle questioni di cui è necessario che si impicci».

Balduzzi: Dalla sanità 1/4 dei tagli, ma saranno mirati - «Sarà un lavoro di cesello. Niente tagli lineari e automatici. Il principio è quello di salvaguardare la qualità dei servizi». Ad assicurare sulle riduzioni e razionalizzazioni della spesa pubblica è il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in un'intervista su Il Corriere della Sera.
«Non ci interessa portare a casa il risultato in fretta - sostiene il ministro - vogliamo intervenire con equilibrio». Le ipotesi sulle arre da aggredire non sono ancora definite, precisa Balduzzi: «le ipotesi nascono dalla circostanza che la spesa generale rivedibile è stata fissata a 390-397 miliardi di euro e di questa quasi un quarto riguarda la sanità».
La spesa della sanità «è assorbita per un terzo dal personale e in quel settore tutto ciò che potevamo fare è stato fatto, pensiamo soltanto al blocco del turnover».

IdV: Eliminare gli sprechi - «Ci auguriamo davvero che la revisione della spesa in campo sanitario di cui parla il ministro Balduzzi elimini sprechi e inefficienze del sistema e non si traduca, invece, nei soliti tagli orizzontali fatti sulla pelle dei pazienti e dei lavoratori. Il SSN ha bisogno di una riforma radicale, ma questa non deve compromettere il diritto alla salute dei cittadini». Lo afferma in una nota Antonio Palagiano, responsabile sanità dell'Italia dei Valori, commentando l'intervista del ministro della salute al Corriere della Sera.

Senatori Pdl: Compensazione liberi professionisti - Un emendamento per estendere ai liberi professionisti la possibilità di compensare crediti e debiti con la pubblica amministrazione, così come stabilito per le imprese, è stato presentato dai senatori Stefano De Lillo e Raffaele Fantetti del Popolo della Libertà al decreto sulla spending review.
«Si tratta - hanno spiegato in una nota - di una misura di equità nei confronti di tutti i professionisti che attendono da anni pagamenti di prestazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Riteniamo che la compensazione sia uno strumento valido per la crescita e il rilancio dell'economia, immettendo sul mercato risorse finanziarie per investimenti e occupazione, e non potevano essere esclusi categorie importanti come quella dei professionisti».