17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Riforme Costituzionali

Riforme, l'appello di 12 giuristi: Fermare il ddl

Appello su «Repubblica»: Iniziativa grave, reca pregiudizi. Il Parlamento è conculcato nelle sue stesse funzioni e nella sua libertà, fino a poter essere sciolto dallo stesso presidente del Consiglio. Cicchitto: Serve il presidenzialismo e l'abbattimento del debito

ROMA - Il ddl sulle riforme approvato in commissione Affari costituzionali al Senato è «un'iniziativa grave per i pregiudizi che può arrecare alle istituzioni della Repubblica» ed è «inaccettabile» che la richiesta di partecipazione alle decisioni politiche, così forte in questo momento, «venga ignorata». E' l'appello lanciato, dalle colonne di Repubblica, da dodici giuristi, tra cui Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, che si rivolgono «a tutti i parlamentari perché rinuncino a portare avanti una modifica tanto pericolosa del sistema costituzionale».

Parlamento mortificato - «Offrendo a una opinione pubblica offesa da prevaricazioni e prepotenze un'esigua riduzione del numero dei parlamentari - ragionano gli estensori della lettera - si vuol cogliere l'occasione per alterare pericolosamente l'assetto dei poteri istituzionali» attribuendo «una posizione assolutamente centrale al presidente del Consiglio, mortificando il Parlamento e ridimensionando in maniera radicale la funzione di garanzia del Presidente della Repubblica».
«Il Parlamento è conculcato nelle sue stesse funzioni e nella sua libertà, fino a poter essere sciolto dallo stesso presidente del Consiglio» osservano i giuristi. Inoltre, concludono, «i problemi del bicameralismo vengono aggravati, il procedimento legislativo complicato e gli equilibri costituzionali sono profondamente alterati».

Cicchitto: Serve il presidenzialismo e l'abbattimento del debito - «Nell'immediato noi dobbiamo puntare su due questioni qualificanti: l'innesto del presidenzialismo sulle riforme istituzionali dando ad esse un'incisività ed una forza innovatrice che finora non hanno e l'impegno su alcune questioni qualificanti riguardanti l'economia italiana a partire dall'abbattimento del debito, che è condizione essenziale per quella riduzione della pressione fiscale che è fondamentale per una ripresa dello sviluppo, come ha affermato anche il Governatore della Banca d'Italia». Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, parlando all'assemblea dei gruppi parlamentari del partito.