18 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Celebrazioni | Festa della Repubblica

Napolitano «stoppa» le polemiche: Ora solidali e uniti

Messaggio del Presidente della Repubblica per la Festa della Repubblica: Insieme si supera ogni emergenza. Consegnati gli attestati agli Alfieri della Repubblica

ROMA - Non è nè un optional nè uno spreco celebrare il 2 Giugno, anzi proprio «in tempi così difficili e dolorosi» è utile farlo. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mette un freno alle polemiche e al balletto delle assenze e delle presenze agli eventi clou della festa: il ricevimento, questa sera, al Quirinale e la parata militare, domani, ai Fori Imperiali. Per il Capo dello Stato, infatti, è indispensabile cogliere questa occasione per esprimere quell'«unità e solidarietà» nazionale che è la migliore «garanzia» nella tempesta. Insomma, sobrietà e low profile ma la festa non si tocca.

Parla a tutti gli italiani Napolitano - come fa una sola altra volta l'anno, il 31 dicembre - e nel suo videomessaggio usa per due volte la parola «dolore». Dolore, «angoscia», «animo turbato» per il terremoto che si è abbattuto sull'Emilia, per le vite perse, per l'economia in ginocchio. Ma, rilancia il presidente, «l'impegno e la solidarietà nazionale non mancheranno», la ricostruzione partirà, «ce la faremo - sottolinea - e lo dico con fiducia innanzitutto a voi, gente emiliana, conoscendo bene la vostra tempra».
Fiducia e rispetto che si deve alle forze armate e alle rappresentanze della Protezione civile e del volontariato: la parata militare non è un'inutile fanfara, sottintende il presidente, ma un modo per tributare un «giusto» riconoscimento al contributo che anche i militari danno alla vita del Paese e alla sua sicurezza. «Unità e solidarietà - insiste - questo ci occorre per superare tutte le emergenze e le prove».

E poi c'è il futuro tutto da costruire. Partendo da alcuni punti fermi che Napolitano indica con molta precisione (un messaggio esplicito alle forze politiche): libero confronto tra opinioni e non «vecchie contrapposizioni ideologiche», «senso dell'interesse generale e dello Stato», «riforme e partecipazione per rinnovare la politica». Da qui si parte per costruire un'Italia «migliore».

Napolitano consegna attestati agli Alfieri della Repubblica - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha consegnato oggi al Quirinale l'attestato d'onore di Alfiere della Repubblica a nove ragazzi. La benemerenza, introdotta nel 2010 è riservata ai minori italiani e stranieri e premia le eccellenze conseguite nelle studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato, ma anche singoli atti e comportamenti ispirati ad altruismo, solidarietà, coraggio nell'affrontare difficoltà personali e ambientali.
«Introdurre questo nuovo ordine degli Alfieri della Repubblica - ha detto Napolitano - è stata un'idea giusta perché non bisogna aspettare di essere vecchi per fare delle cose per sé e per la comunità. Voi avete dimostrato di sapere cosa è la comunità nazionale».

Quest'anno hanno meritato il riconoscimento Albino Cantoni di 15 anni, Simon Talacci di 11 anni, Alex Giovanni Zini di 11 anni, Luisa Felicioni di 10 anni, Samar Khemiri di 12 anni, Federico Morello di 17 anni, Andrea Sorrentino 18 anni, Luca Vacchetti 12 anni, Maria Zanchetta 14 anni. I nove ragazzi con i loro genitori dopo la premiazione partecipano al ricevimento per l'anniversario della Repubblica nei giardini del Quirinale.