20 giugno 2019
Aggiornato 09:30
Udienza generale in piazza San Pietro dedicata alla figura di San Paolo

Papa: Dio non si stanca di avere pazienza con noi

Benedetto XVI: Nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti la promessa di salvezza di Dio è «irrevocabile». Dio non si stanca mai di avere pazienza con noi e con la sua immensa misericordia ci precede sempre, ci viene incontro per primo

CITTÀ DEL VATICANO - Nessuna esplicita menzione dell'arresto del suo maggiordomo e delle indagini sulle fughe di notizie, ma il Papa, nell'udienza generale in piazza San Pietro dedicata alla figura di San Paolo, ha affermato che «di fronte ai contrasti nelle relazioni umane e spesso anche famigliari, siamo portati a non perseverare nell'amore gratuito», invece «Dio non si stanca di avere pazienza con noi». Nonostante «infedeltà e rinnegamenti» dell'uomo, la promessa di salvezza di Dio è «irrevocabile».

DIO PERDONA - «Tutta la storia della salvezza - ha ricordato il Papa - è un progressivo rivelarsi di questa fedeltà di Dio, nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti». Il «modo di agire di Dio» è «ben diverso dal nostro», ha puntualizzato il Pontefice, spiegando come «di fronte ai contrasti nelle relazioni umane, spesso anche familiari, noi siamo portati a non perseverare nell'amor gratuito, che costa impegno e sacrificio», mentre «Dio non si stanca mai di avere pazienza con noi e con la sua immensa misericordia ci precede sempre, ci viene incontro per primo», attraverso un amore «che non calcola, che non ha misura». La «fedeltà incrollabile» di Dio nei confronti dell'uomo ci dona «consolazione in mezzo alle tempeste della vita», ha assicurato il Papa, secondo il quale «nella nostra preghiera siamo chiamati a dire 'sì' a Dio, a rispondere con l'amen dell'adesione, della fedeltà a Lui di tutta la nostra vita».
«Questa fedeltà - ha ammonito però Benedetto XVI - non la possiamo mai conquistare con le nostre forze, non è solo frutto del nostro impegno quotidiano», perché «viene da Dio ed è fondata sul 'sì' di Cristo». E' in questo «sì», ha concluso il Papa, che «dobbiamo entrare, nell'adesione alla volontà di Dio, per giungere con san Paolo ad affermare che non siamo noi a vivere, ma è Cristo stesso che vive in noi. Allora l'amen della nostra preghiera personale e comunitaria avvolgerà e trasformerà tutta la nostra vita».

L'«OSSERVATORE ROMANO» LANCIA IL SUO INSERTO FEMMINILE - Per la prima volta in una storia ultracentenaria, da oggi l'«Osservatore Romano» pubblicherà, nel numero dell'ultimo giovedì di ogni mese, un inserto femminile. Quattro pagine interamente a colori, «ideate e curate con passione e gentile determinazione da alcune colleghe», scrive oggi il direttore del giornale vaticano Giovanni Maria Vian, «per allargare lo sguardo del giornale della Santa Sede a 'donne, Chiesa, mondo'». Così infatti si intitola questa nuova iniziativa, «aperta a una realtà fondamentale nella tradizione cristiana e che vuole idealmente allargarsi a cerchie sempre più ampie, con un respiro internazionale e anche al di là dei confini visibili del cattolicesimo mondiale. Grazie pure alla collaborazione di firme non cattoliche». Sul primo numero appare un'ampia intervista a Maria Voce, leader dei focolarini, il movimento cattolico fondato da Chiara Lubich che per statuto ha una donna come guida, dal titolo 'Se la guida è femminile'.
A presentare l'iniziativa editoriale insieme a Vian, questo pomeriggio nella sala della filmoteca vaticana, Lucetta Scaraffia, storica editorialista di punta dell'«Osservatore Romano», Ritanna Armeni, ex portavoce di Fausto Bertinotti e giornalista nota al grande pubblico televisivo, la storica Giulia Galeotti e l'arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del pontificio consiglio per le Comunicazioni sociali.