21 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Finanze vaticane

Vaticano, lo IOR sfiducia Gotti Tedeschi

La commissione di vigilanza decide i «passi più opportuni per il futuro». Gotti Tedeschi: Querelo chi mi ha dato del corvo

CITTÀ DEL VATICANO - Oggi «si riunirà la Commissione Cardinalizia per trarre le conseguenze della delibera del Consiglio e decidere i passi più opportuni per il futuro». Lo ha reso noto il direttore della sala stampa vaticana, Federico Lombardi, a conclusione della nota sulla sfiducia al presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi espressa dal Consiglio di sovrintendenza dell'istituto.
La commissione cardinalizia di vigilanza della «banca vaticana» è presieduta dal segretario di Stato Tarcisio Bertone, ed è composta da Attilio Nicora, Jean-Louis Tauran, Telesphore Placidus Toppo e Odilo Pedro Scherer.
Ieri il Consiglio di Sovrintendenza dell'Istituto per le Opere di Religione (Ior) «ha adottato all'unanimità un voto di sfiducia» nei confronti di Ettore Gotti Tedeschi.
Il Consiglio «adesso guarda avanti, al processo di ricerca di un nuovo ed eccellente Presidente, che aiuterà l'Istituto a ripristinare efficaci ed ampie relazioni fra l'Istituto e la comunità finanziaria, basate sul mutuo rispetto di standards bancari internazionalmente accettati».

Gotti Tedeschi: Querelo chi mi ha dato del corvo - Ora che la talpa, o meglio il «corvo», del Vaticano sembra sia stato individuato, Ettore Gotti Tedeschi, l'ex presidente dello Ior, promette querele a chi lo aveva indicato come la gola profonda d'Oltretevere. Alla domanda di TMNews su cosa risponde a chi gli ha dato del corvo Gotti Tedeschi ha risposto secco: «Lo querelo».
Per il resto, però, non ha voluto commentare la sua sfiducia dalla presidenza della banca vaticana. «Non commento niente, lascio che i giornali con le notizie fatte uscire dagli altri si commentino da soli, poi io lo farò al momento opportuno. Adesso no, la prego di capirlo».
Il presidente Ettore Gotti Tedeschi è stato sfiduciato all'unanimità dal Consiglio di Sovrintendenza, appena prima che potesse presentare egli stesso le sue dimissioni. Il Consiglio ha giustificato la scelta parlando di «insoddisfacente gestione» ma dietro sembra ci sia il contrasto tra il banchiere e il Vaticano nato sull'applicazione della legge sulla trasparenza e il riciclaggio e sull'operazione San Raffaele.