25 aprile 2024
Aggiornato 09:30
Centrodestra | Crisi PDL

Berlusconi e Alfano provano a sparigliare con le riforme

L'ultima idea, di fatto svelata ieri dal Cavalierie a Bruxelles, è quella di sfidare Bersani e proporre un modello semipresidenziale, a doppio turno. E vedere l'effetto che fa

ROMA - «Domani conferenza stampa Berlusconi-Alfano. I deputati che volessero partecipare sono tutti invitati». Per mostrare l'immagine di un partito coeso, nonostante tutti i veleni e le scorie post amministrative, Fabrizio Cicchitto chiama a raccolta via sms i parlamentari di via dell'Umiltà in modo che l'appuntamento con la stampa registri il pienone delle grandi occasioni. Si tratta naturalmente del tentativo del partito dell'ex premier di reagire allo schiaffo elettorale, dare un segnale di vita dopo giorni di sbandamento e passare dalle liti interne alle proposte. Il leader del Pdl e il suo segretario chiameranno in causa il Pd, diranno di ispirarsi al senso di responsabilità istituzionale e ricorderanno la necessità di riformare l'architettura dello Stato. L'ultima idea, di fatto svelata ieri da Berlusconi a Bruxelles, è quella di sfidare Bersani e proporre un modello semipresidenziale, a doppio turno. E vedere l'effetto che fa.

Berlusconi vuole mostrarsi responsabile - Difficilmente la sortita si tradurrà entro fine legislatura in una riforma epocale di tale portata. Una delle ragioni, nonostante l'ottimismo - un po' propagandistico - del Pdl è la mancanza di tempo. Diverso sarebbe se si trattasse di un patto costituente capace di scavallare il termine della legislatura e riproporre questo schema anche in una porzione della prossima. Ma a Berlusconi preme in questo momento soprattutto mostrarsi responsabile, da tempo batte sul tasto della necessaria modifica dell'impianto costituzionale. Quanto ad Alfano, si tratterebbe di un segnale di vita a diverse settimane dall'annunciata «grande novità politica».

Le tensioni nel PdL non si placano - Ma non potrà bastare. Perché un problema Pdl esiste, le tensioni non si placano e un segnale anche sul fronte interno andrà necessariamente dato. Stasera, a palazzo Grazioli, il Cavaliere discuterà con i vertici del partito proprio di questo. E magari la riunione partorirà novità di rilievo. Al momento non dovrebbe trattarsi comunque del tanto discusso azzeramento dei vertici, al massimo si potrà iniziare a ragionare sull'ipotesi di una segreteria politica, da varare in tempi relativamente brevi. E non è escluso che il leader e il suo ex Guardasigilli indichino anche un appuntamento di partito, forse per dare forza e sostanza al rinnovamento di un Pdl ormai considerato dal suo stesso leader storico una zavorra, secondo i criteri del marketing politico.

Il grillismo berlusconiano - Difficilmente, si diceva, si riuscirà davvero a siglare un patto che introduca il semipresidenzialismo entro il 2013. A quel punto nel Pdl si riaprirebbero i giochi e tornerebbero in campo le diverse ipotesi trapelate nei giorni scorsi: dallo spacchettamento alla rivoluzione totale, ispirata a una sorta di grillismo berlusconiano. Non domani, però. A meno che Berlusconi non si lasci trasportare dal momento e clamorosamente decida di sparigliare.