29 marzo 2020
Aggiornato 21:30
L'opposizione e il Governo

Sinistra in piazza contro Monti e il liberismo

Un grande autobus rosso a due piani, un po' di canzoni di lotta, tradizionali come «Bandiera rossa», più moderne come «Figli della stessa rabbia» della banda Bassotti; tante, tantissime bandiere rosse. Appello di Ferrero all'unità. Diliberto: Lista unica con Idv-Sel

ROMA - Un grande autobus rosso a due piani, un po' di canzoni di lotta, tradizionali come «Bandiera rossa», più moderne come «Figli della stessa rabbia» della banda Bassotti; tante, tantissime bandiere rosse. E' questa l'immagine del corteo che ha sfilato oggi per le vie di Roma, sfidando la canicola quasi estiva, per manifestare contro il Governo Monti e le politiche neoliberiste europee. A promuovere l'iniziativa è stata la Federazione della sinistra (Fds), a rispondere all'appello qualche migliaio di militanti (ma gli organizzatori si sono spinti fino a un ottimistico calcolo di quarantamila presenze), forse perché le risorse economiche per chi sta fuori dal Parlamento sono un po' limitate, forse perché il tempo delle manifestazioni oceaniche è un po' passato.

Il risultato delle Amministrative - Alle elezioni amministrative, per la verità, i comunisti, dati per morti da qualche decennio, non sono affatto scomparsi, e anche se poco amati dai mass media sono riusciti in alcune città (come Palermo o Parma) a toccare quote che consentirebbero il superamento dello sbarramento elettorale alle politiche. Dopo aver a lungo vagheggiato una ricomposizione dell'area del vecchio centrosinistra - con l'attuale legge sarebbe in netto vantaggio secondo tutti i sondaggi - i comunisti e i loro partner della Fds (Prc, Pdci, e le forze che propugnano la nascita di un Partito del Lavoro, cioè Socialismo 2000 di Cesare Salvi e Lavoro-solidarietà del sindacalista Giampaolo Patta) oggi sono scesi in piazza per rilanciare l'ipotesi di una sorta di Front de gauche all'italiana.

Appello di Ferrero all'unità - Per il leader di Rifondazione Paolo Ferrero l'obiettivo è «costruire una opposizione di sinistra al governo. Guardiamo tutti al risultato delle prossime elezioni, ma quel risultato dipenderà da quanta opposizione di sinistra si costruirà al Governo Monti». L'appello all'unità non è stato raccolto dalle altre forze anti-Monti come Sel e Idv, ma nemmeno del tutto rigettato. In piazza, insieme agli esponenti dei comunisti francesi e del partito di sinistra greco Syritza, si è presentato anche qualche sparuto dipietrista e qualche vendoliano. Ma i tempi sono tutt'altro che maturi per la proposta ancor più stringente lanciata attraverso i cronisti dal leader del Pdci Oliviero Diliberto: «Proponiamo alle altre forze di sinistra come Idv e Sel una lista unica alle prossime elezioni, avrebbe un risultato a due cifre, i sondaggi danno questo fronte al 20%».
Scettico Alfonso Gianni, esponente di Sel presente in piazza ma storicamente vicino a Fausto Bertinotti, da tempo in rotta con Nichi Vendola: «Che ci sia bisogno dell'unità a sinistra sono arciconvinto, e lo sono anche del fatto che servirebbe a qualcosa se fosse una sinistra con la capacità di includere e non di escludere. Che poi si faccia realmente oppure no non so, sarei un inguaribile ottimista a pensarlo».

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