24 ottobre 2020
Aggiornato 05:00
Voto delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera

Toghe fuori ruolo, Governo battuto ma la norma cambierà

Un colpo ai magistrati in quanto tali, un colpo alla «casta», nel senso più largo, non solo i politici ma i privilegiati di Stato. Bongiorno: Giovedì la fine dell'iter ddl in commissione, il testo il 27 in aula alla Camera

ROMA - Un colpo ai magistrati in quanto tali, un colpo alla «casta», nel senso più largo, non solo i politici ma i privilegiati di Stato: è questo il significato del voto delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, che hanno dato il via libera a un emendamento al ddl anticorruzione che limita severamente l'accesso delle toghe agli incarichi fuori ruolo. Voto pressoché unanime, ma con l'astensione del Pd, nonostante il promotore dell'emendamento sia il deputato del Pd Roberto Giachetti.

Governo battuto in commissione - La norma che il deputato democratico è riuscito a far approvare dopo mesi di attesa in commissione limita a dieci anni in tutta la carriera e a non più di cinque anni per volta la durata degli incarichi fuori ruolo (nei ministeri, nelle Autorithy, o in altre istituzioni). Inoltre blocca i loro stipendi, anche per chi è già fuori ruolo, al solo stipendio di origine, mettendo fine, ha sottolineato lo stesso Giachetti, «alla festa» dei superstipendi e dei cumuli di prebende. «Può accadere che il Governo venga battuto», ha commentato il ministro della Giustizia Paola Severino, che ha auspicato «un ripensamento» in aula, in direzione di una norma «meno drastica».

Bongiorno: Giovedì concluderemo l'iter - «Siamo già in contatto con le altre forze politiche per una riforma organica ed equilibrata che affronti il problema a 360 gradi», hanno fatto sapere Donatella Ferranti e Oriano Giovanelli del Pd. Ma la maggioranza montiana su questo punto specifico non sembra compattissima. Enrico Costa del Pdl ha parlato di norma «condivisa», ma il suo collega di partito Manlio Contento e Roberto Rao dell'Udc sono rimasti, assieme a Ferranti del Pd, a lungo a colloquio con la Guardasigilli e secondo una fonte parlamentare avrebbero parlato anche di come ammorbidire e completare la norma Giachetti. «Vogliamo una norma che non sia troppo tranchant, non appaia solo dura contro i magistrati», ha spiegato Rao ai cronisti.
Ma con il clima di crescente ostilità verso le cosiddette caste nel Paese, non è così scontato che in Aula la stretta sui fuori ruolo possa essere vanificata. Non a caso il giudizio della finiana Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, è fortemente positivo: l'ok all'emendamento, ha commentato, «è una svolta e dimostra anche una consapevolezza politica della necessità di una svolta». Il ddl andrà avanti, «giovedì - ha garantito Bongiorno - concluderemo l'iter in commissione, il 27 sarà in aula, senza rinvii».

Penalisti: Su toghe fuori ruolo stupisce il Governo - «Stupisce che in nome di fantomatiche ulteriori riforme ancora da proporre e che in realtà vengono usate come alibi per non fare alcunché, come sta accadendo anche a proposito della responsabilità civile dei magistrati, il Governo e taluni partiti si oppongano anche alla limitata modifica legislativa relativa ai fuori ruolo. In realtà quel che appare evidente è che il potere di veto della magistratura, associata e non, costituisce la vera ragione dell'atteggiamento di chi, in nome delle magnifiche e progressive sorti di riforme sempre rinviate finisce per non fare mai nulla». Così in una nota l'Unione Camere Penali Italiane sull'emendamento sui magistrati fuori ruolo approvato nelle commissioni riunite Giustizia e Affari Costituzionali della Camera, che, fanno notare i penalisti, «rappresenta al contrario un passo in avanti rispetto all'attuale situazione».