8 aprile 2020
Aggiornato 17:00
Intervista al Messaggero e al Corriere della Sera

Lusi: Spremuto e buttato via dalla Margherita. Sono un vulcano

L'ex tesoriere: Ma come si può credere che per 12 anni abbia deciso da solo dove dovevano andare i soldi? E' meglio che non parli. Duro Castagnetti: La responsabilità è soltanto sua. Intanto la Procura valuta le contestazioni di riciclaggio e intestazione fittizia di beni

ROMA - «Mi sento come uno che è stato spremuto e gettato via dalla Margherita» e l'errore è stato proprio fidarsi dei colleghi del partito: «Mi sono fidato troppo e non ho mai scritto o registrato niente». E' la difesa, in un'intervista al Messaggero e in un colloquio con il Corriere della sera, di Luigi Lusi ex tesoriere della Margherita per cui ieri i magistrati hanno chiesto al Senato l'autorizzazione all'arresto.
Un provvedimento «abnorme e assurdo» secondo il senatore che ammette di «aver commesso i miei errori e me ne sono assunto le responsabilità, ma come si può credere che io per 12 anni abbia deciso da solo dove dovevano andare i soldi? E' meglio che non parli, perchè mi sento come un vulcano inesploso...». Del resto, ragiona Lusi, «la cosa migliore, sempre, è intestare tutto al tesoriere. E' vero che ho firmato tutto quel che è uscito dalle casse della Margherita dal 2001 al 2011, ma chi mi ha detto di farlo? Penso che questo Paese non ha capito come funzionano i partiti». La giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, conclude Lusi, «deciderà secondo giustizia, sono persone perbene. Quasi quasi - osserva - spero che dicano sì, così almeno si potrà andare fino in fondo a questa vicenda».

Castagnetti: La responsabilità è soltanto sua - «Per chi ha fatto parte della Margherita è tristissimo dover registrare la rivelazione di reati assolutamente inaccettabili, scandalosi, odiosi. Rubare per il partito è comunque odioso, ma rubare al partito avendo la responsabilità di gestire la cassa è doppiamente odioso». Lo ha detto a Radio Radicale il deputato del Pd Pierluigi Castagnetti, già componente della Margherita, commentando gli sviluppi dell'inchiesta sull'ex tesoriere Lusi.
«Quello che sta emergendo - ha aggiunto - è inqualificabile. Io ho avuto la ventura, in occasione dell'approvazione degli ultimi bilanci, di segnalare che vi erano delle cifre che mi sembravano non adeguatamente giustificate, ho partecipato al dibattito dicendo chiaramente che dovevano essere rese delle certificazioni che giustificassero dei saldi assolutamente non motivati. Però quello che sta emergendo adesso va oltre ogni immaginazione, perché un'appropriazione di oltre venti milioni di euro è di una dimensione che non era immaginabile da parte di nessuno».
«Questa responsabilità - ha affermato Castagnetti - appartiene esclusivamente a Lusi. Io pensavo che fossero anomalie di natura contabile o che ci fosse stato qualche investimento che non si dichiarava ma di spesa comunque politica, a favore di qualche attività politica. Ma se avessi avuto la minima percezione di una appropriazione indebita, non dico di queste dimensioni, ma di una semplice appropriazione personale, non mi sarei limitato a contestare in assemblea ma avrei assunto immediatamente una iniziativa nei confronti della magistratura perché questo ha sorpreso tutti. Pur essendoci spesso delle diversità di opinione anche all'interno della Margherita, delle dinamiche che vedevano taluni in minoranza ed altri in maggioranza, ed io di fatto negli ultimi tempi ero in minoranza, ma non mi sento assolutamente di estendere ad altri soggetti l'accusa che la magistratura sta rivolgendo a Lusi, questa è una responsabilità sua personale e individuale gravissima - ha insistito - ed è giusto che paghi come tutti quelli che si rendono responsabili di reati di questa grandezza».

Il PM valuta contestazioni di riciclaggio e intestazione fittizia di beni - Riciclaggio, intestazione fittizia di beni e violazioni di normative fiscali. Sono queste le ipotesi di reato che sono prese in esame dagli inquirenti della Procura di Roma nei confronti del senatore Luigi Lusi, della moglie, e di due commercialisti, oggetto ieri di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Simonetta D'Alessandro per la fattispecie di associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita.
Il giudice non avrebbe ancora fissato gli interrogatori di garanzia, e per farlo secondo legge ha 10 giorni di tempo, ma quasi certamente la signora Giovanna Petricone e gli altri saranno ascoltati la prossima settimana. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Stefano Pesci una volta recepita una ulteriore informativa degli investigatori del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza in merito alle perquisizioni eseguite ed agli ultimi controlli, potrebbero depositare gli atti entro l'estate.
A piazzale Clodio - si sottolinea - che comunque prima di compiere nuovi passi formali si attenderà la decisione del Parlamento rispetto alla richiesta di misura cautelare per Lusi. I magistrati attendono anche che l'ispettore della Banca d'Italia che è stato nominato quale consulente depositi il proprio lavoro rispetto a fondi e società gestite dal senatore e dagli altri.

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