4 giugno 2020
Aggiornato 16:30
La riforma della Giustizia

Giustizia: Vietti, tre nodi da sciogliere subito, poi riforme ampie

Il vicepresidente del CSM: Subito responsabilità civile, corruzione e intercettazioni. Sveltire i processi, il Parlamento cambi le norme. Vitali (PDL): Massimo impegno per conformarci all'Europa

ROMA - Tre nodi da sciogliere subito, ma senza perdere di vista riforme più ampie: è questa l'agenda che il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Michele Vietti attribuisce al Governo. Intervistato dal Gr3 Rai, Vietti ha spiegato di attendersi, per i prossimi mesi, «che si sciolgano i tre nodi che il ministro della Giustizia ha di fronte a sé: quello della responsabilità civile dei magistrati, quello dalla riforma della corruzione e quello delle intercettazioni telefoniche».
«Penso - ha aggiunto - che si possano intanto fare interventi mirati ma questo non esclude di programmare anche riforme di più ampio respiro che al limite saranno il progetto per il governo futuro».

Sveltire i processi, il Parlamento cambi le norme - Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Michele Vietti ieri ha ricevuto a palazzo dei Marescialli il presidente della Corte europea dei diritti dell'uomo Nicolas Bratz. «Con il presidente Bratz ci siamo parlati francamente, l'Italia non può più essere il principale cliente della corte di Strasburgo per l'eccessiva durata dei processi, ma deve diventare un modello di efficienza, anche perché così si contribuisce alla crescita economica e al rilancio della competitività del Paese».
«Siamo sommersi - ha osservato Vietti - da un contenzioso patologico. Da questo punto di vista il Consiglio superiore non può fare il lavoro che spetta al Parlamento. In attesa di disporre di strumenti normativi che ci aiutino a ridurre il contenzioso noi possiamo diffondere le 'buone pratiche', richiamare i magistrati alla priorità degli aspetti organizzativi, finalizzati soprattutto a smaltire l'arretrato e accelerare i processi».

Vitali (PDL): Massimo impegno per conformarci all'Europa - «Il ministro Severino ha annunciato che si sta discutendo in Parlamento dell'istituto della messa alla prova, che dovrebbe ridurre il numero dei detenuti e che si sta procedendo con il piano carceri alla realizzazione di nuovi istituti penitenziari e di nuovi padiglioni: il tutto dovrebbe rendere conforme alla tutela dei diritti umani la permanenza nelle nostre carceri». Lo ha detto Luigi Vitali, presidente della delegazione parlamentare presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, al termine dell'incontro di oggi con il presidente della Corte di Giustizia Europea, Nicolas Bratza.
«Il presidente Bratza - ha sottolineato - si è mostrato molto interessato a questi interventi ed ha auspicato di poter incontrare a Strasburgo il ministro Severino nel mese di ottobre per valutare l'impatto di queste nuove normative sulle criticità segnalate dalla Corte di Giustizia Europea».
L'incontro - si legge ancora nella nota - si è concluso con una colazione offerta a Montecitorio da Luigi Vitali nella quale è stato fissato un meeting bilaterale a Strasburgo nella sessione di giugno fra il deputato Pdl ed il presidente Bratza ed un incontro, sempre a Strasburgo, a ottobre anche con il ministro Severino.

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