16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Gli effetti della crisi economica mondiale

Papa Benedetto XVI: Il senso di ingiustizia può portare alla rivolta

Lo ha detto il Pontefice nel corso dell'udienza collettiva concessa stamane ai nuovi ambasciatori di Etiopia, Malaysia, Irlanda, Fiji, Armenia. La miseria umana è anche la perdita di valori e di Dio

CITTÀ DEL VATICANO - La crisi economica mondiale «conduce sempre più famiglie a una precarietà crescente. Mentre la creazione e la moltiplicazione dei bisogni ha fatto credere alla possibilità illimitata di godimento e consumo, in mancanza dei mezzi necessari alla loro soddisfazione sono comparsi sentimenti di frustrazione. E' aumentata la solitudine dovuta all'esclusione». Lo ha detto il Papa nel corso dell'udienza collettiva concessa stamane ai nuovi ambasciatori di Etiopia, Malaysia, Irlanda, Fiji, Armenia. «Quando la miseria coesiste con la grandissima ricchezza - ha aggiunto il Papa - nasce un'impressione di ingiustizia che può divenire fonte di rivolte».
«E' dunque opportuno che gli Stati facciano attenzione che le leggi sociali non accrescano le disuguaglianze e permettano a ciascuno di vivere in modo decente. Per questo, prendere in considerazione le persone da aiutare prima della carenza da colmare, vuol dire restituire loro un ruolo di attore sociale e permettere di prendere in mano il loro futuro, per occupare nella loro misura un posto nella società».

La miseria umana è anche la perdita di valori e di Dio - E' necessario «essere attenti a un'altra sorta di miseria umana», oltre alla crisi economica: «Quella della perdita di riferimento a valori spirituali, a Dio. Questo vuoto - ha detto Benedetto XVI - rende più difficile il discernimento del bene e del male, così come il superamento degli interessi personali in vista del bene comune. Rende facile l'adesione a correnti di idea alla moda, evitando lo sforzo necessario di riflessione e critica».
«Parecchi giovani in cerca di ideale, si rivolgono ai paradisi artificiali che li distruggono», ha detto ancora il Papa. «Dipendenze, consumismo e materialismo, benessere non colmano il cuore dell'uomo fatto per l'infinito. Perché la più grande povertà è la mancanza di amore. Nella povertà, la compassione e l'ascolto disinteressato sono un conforto. Anche privati di grandi risorse materiali, è possibile essere felici».

Il Pontefice scrive a Raul Castro: Libertà, solidarietà e concordia - Il Papa ha scritto nei giorni scorsi una lettera di ringraziamento al presidente cubano Raul Castro, a conclusione del viaggio compiuto nell'isola caraibica a marzo, che è stata pubblicata ora dal giornale ufficiale cubano Granma.
«Contraccambio la squisita ospitalità che mi è stata offerta nel corso dei giorni indimenticabili trascorsi nella Vostra Patria - ha scritto Benedetto XVI nella missiva datata tre aprile - con un singolare ricordo nella preghiera, supplicando all'Altissimo che Cuba continui avanzando con decisione sui sentieri della libertà, della solidarietà e della concordia, per il bene comune e il retto progresso di tutti i suoi figli e figlie». Il Papa sottolinea di aver «potuto incontrare i cubani, per confermarli nella fede e incoraggiare tutti a sentirsi protagonisti indispensabili nella costruzione di un futuro sereno, luminoso e speranzoso».