22 giugno 2021
Aggiornato 10:00
Trenta giorni per guarire

Gay, ragazzo di 28 anni picchiato e umiliato a Reggio Calabria

Prima botte e pugni in strada, poi le battuttine in ospedale. Il giovane, adesso, si trova a Catanzaro dove intende sottoporsi ad esami clinici più approfonditi. Per lui parla l'Arcigay «I due Mari» della città dello Stretto

REGGIO CALABRIA - Fratture multiple al naso, spostamento del setto nasale e lesioni ad un occhio. Ci vorranno trenta giorni per guarirle e molto di più per dimenticare la sconvolgente esperienza vissuta da un ventottenne a Reggio Calabria, prima picchiato in strada e poi umiliato in ospedale per il solo fatto di essere gay. Il giovane, adesso, si trova a Catanzaro dove intende sottoporsi ad esami clinici più approfonditi. Per lui parla l'Arcigay «I due Mari» della città dello Stretto, che ha reso nota la vicenda avvenuta due notti fa, nel ritrovo adiacente il teatro comunale di Reggio, affollato di giovani durante le ore notturne. Mentre il giovane chiacchierava con alcuni amici sul Corso Garibaldi, da un'automobile sono scesi altri ragazzi che hanno cominciato ad insultarlo fino ad arrivare a colpirlo in faccia con un violento pugno.

I FATTI - Sanguinante e dolorante, il ventottenne è stato trasportato dagli amici in ospedale, dove si è svolto il secondo incredibile atto della vicenda. Qui un pesante atteggiamento omofobo, intriso di battutine e sorrisetti, è stato tenuto dall'infermiere che doveva curare il giovane.
«Quando sono arrivato - ha denunciato il ventottenne alla polizia - c'era questa persona che mi parlava in dialetto e che ha continuato a ripetermi che lui poteva presentarmi uno psicologo che mi avrebbe fatto guarire. Ha aggiunto anche che se fossi stato con una bella ragazza questo non sarebbe accaduto. Una situazione davvero imbarazzante perchè poi l'infermiere ha continuato a fare una strana confusione su vicende che riguardano gli ormoni e l'omosessualità. Insomma mi sono sentito trattato come un essere anormale». Il caso ha già sollevato le reazioni delle associazioni gay di tutto il paese e dell'ex ministro alle pari opportunità Mara Carfagna, che ha auspicato l'immediata individuazione dei responsabili dell'aggressione. «La risposta più efficace agli episodi di intolleranza violenta contro il presunto 'diverso' - ha detto la Carfagna - è la certezza della pena».

GAYLIB: ESPELLERE L'INFERMIERE DALL'IPASVI - Enrico Oliari, infermiere e presidente di GayLib - gay di centrodestra - chiede l'espulsione dall'Ipasvi e provvedimenti disciplinari contro l'infermiere che ha offeso il giovane gay ferito a Reggio Calabria. Il giovane, militante di Arcigay Reggio Calabria è stato picchiato in strada e offeso al ricovero in ospedale da un infermiere che gli suggeriva uno psicologo e gli ricordava che, se fosse stato con una ragazza, il fatto non sarebbe successo.