23 gennaio 2022
Aggiornato 17:00
Il Partito Democratico e le Riforme

Legge elettorale, per il PD grane interne e a Sinistra su intesa «ABC»

La bozza Violante, altrimenti ribattezzata intesa «ABC» sulla riforma della legge elettorale, sta diventando una grana per il PD, scosso da critiche interne, (Bindi e Parisi) e da quelle alla sua sinistra (Sel e Idv). Vendola: E' la difesa del trasformismo. Boccia: Basta coalizioni forzate

ROMA - La bozza Violante, altrimenti ribattezzata intesa «ABC» sulla riforma della legge elettorale, sta diventando una grana per il Pd, scosso da critiche interne, (Bindi e Parisi) e da quelle alla sua sinistra (Sel e Idv). Ma Bersani, pur non nascondendo il suo scetticismo sulla affidabilità del centrodestra per l'approvazione della riforma, ha sempre difeso la decisione di indicarla come una «priorità», assicurando che la nuova legge anche se sostanzialmente proporzionale garantirà «l'esigibilità del patto di coalizione e della candidatura a premier», come ha spiegato alla Direzione di lunedì scorso.

«Non vorrei che puntando a Berlino ci ritrovassimo a Weimar» ovvero «alla ingovernabilità», ha avvertito Rosy Bindi, che da tempo attacca il partito, o quella parte del partito, che tifa per il sistema tedesco. Questa ipotesi di riforma - ha denunciato infatti nel merito Bindi - chiede all'elettore di votare il partito non la coalizione: si torna ai partiti con mani libere in un momento di crisi enorme della vita dei partiti» e «si mette a rischio il bipolarismo» perchè «non essendoci da noi grandissimi partiti, in Italia il bipolarismo o è di coalizione o non è». Con la presidente dell'Assemblea si schiera l'ulivista Arturo Parisi che parla di «tradimento» della linea del Pd, e per il quale la bozza Violante «espropria i cittadini che non sceglieranno i parlamentari, non voteranno per la coalizione: è la tomba del bipolarismo e non darà stabilità al governo del Paese».

Vendola: E' la difesa del trasformismo - La riforma elettorale rischia di mettere in crisi anche i rapporti del Pd con gli alleati della sinistra. Cosa che per alcuni nel partito non è necessariamente un danno. Da un lato infatti c'è Antonio Di Pietro che definisce l'intesa una «vaccata» e minaccia già il referendum abrogativo. Dall'altro Nichi Vendola, solitamente più cauto nell'attaccare i Democratici, denuncia che «chi scrive questo mescolamento di sistema tedesco e spagnolo sembra abbia a cuore solo la salvaguardia del diritto al trasformismo di una classe dirigente».

Boccia: Basta coalizioni forzate - Ma dal Pd si ribadisce che «il principio cardine del Pd è quello di rafforzare e di rendere effettiva la possibilità di scelta dei cittadini sia per quanto riguarda i parlamentari, sia per quanto riguarda la scelta dell'indirizzo di governo nell'ambito di un sistema di sana alternanza», ha detto Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria. «Bisogna avere la consapevolezza che piantare le proprie bandiere ma non riuscire a trovare in Parlamento i voti per cambiare il porcellum sarebbe una sconfitta per tutti i riformisti e un danno per i cittadini». Francesco Boccia, invece, più esplicito, attacca i detrattori dell'intesa «ABC»: «Chi difende il bipolarismo forzato di questi anni, che ha portato al fallimento dal '94 a oggi di ben 9 governi in 18 anni, spinge verso aggregazioni forzate che hanno un solo obiettivo: far sopravvivere pezzi di classi dirigenti che si riciclano continuamente».