16 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Consiglio permanente della CEI

Famiglia, Bagnasco dice no al «divorzio breve»

Il Presidente della CEI: Istituto che per natura consacra la precarietà affettiva

ROMA - «Con nostro stupore sono affiorati sulla stampa nazionale temi del tipo: La famiglia? Un fardello da cui liberarsi, in quanto creerebbe alle persone più problemi che altro. Tesi sbalorditiva!». Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco aprendo i lavori del Consiglio permanente Cei. «Non basta la deriva sociale riscontrabile in Occidente - dove le prime vittime sono i figli - quale esito di una società senza riferimenti certi e con una genitorialità interpretata con approssimazione, che alcuni si ostinano a teorizzare ancora pur avendo palesemente fallito?».

Si vuole la precarietà affettiva - «Sorgono talora difficoltà, e dinanzi agli imprevisti più gravi taluno decide purtroppo di non riprovare, ma è una resa che di per sé non cambia le esigenze che sono intrinseche al vero amore», ha detto Bagnasco. «Come non lo rafforza tutto ciò che infragilisce il matrimonio, ivi compreso il cosiddetto divorzio breve. In una cultura del tutto-provvisorio, l'introduzione di istituti che per natura loro consacrino la precarietà affettiva, e a loro volta contribuiscano a diffonderla, non sono un ausilio né alla stabilità dell'amore, né alla società stessa».