1 novembre 2020
Aggiornato 02:00
Politica & Inchieste | Il caso Lusi

Lusi, Rutelli insiste: Ci ha fregato

Il leader dell'API ospite di «In 1/2 ora»: Avevamo piena fiducia in lui, ne ha approfittato per rubare. Certa stampa si presta alle sue intimidazioni. Nella villa di Genzano vorrei nascesse una casa famiglia. L'IDV esprime solidarietà ai giornalisti dell'Espresso

ROMA - «Ci ha fregato. Siamo furenti perché la nostra buona fede è stata tradita». Lo ha detto il leader di Api, Francesco Rutelli, ospite di In 1/2 ora, a proposito dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi indagato per aver sottratto al partito 13 milioni di euro.

Ci ha fregato, siamo furenti - «Si tratta - ha proseguito Rutelli - di una vicenda terribile perché noi avevamo fiducia piena in Lusi e lui ne ha approfittato per rubare. Ci fidavamo perché era uno scout, si presentava come un uomo austero e severo. Invece si è costruito una strategia formidabile. Lusi era un giudice onorario, riconosciuto dal Csm. E' stato tesoriere dal 2001 al 2006, anni in cui sono arrivati più soldi alla Margherita, e neanche era parlamentare quando in genere i tesorieri si fanno dare l'immunità. Noi ci fidavamo e invece lui costruiva una strategia di latrocinio. Ha fregato tutti noi con condotte di reato complesse e sempre più sofisticate».
Rutelli ha ricordato di avere querelato Lusi: «Risponderà in tribunale dal punto di vista penale e civile perché ha diffamato tutte persone per bene. Non voglio più parlare di questa persona».

Ancora presidente Dl per continuità amministrativa - «Sono ancora presidente della Margherita per ragioni di continuità amministrativa: fino a tre mesi fa sono arrivati i rimborsi elettorali».
Rutelli ha fatto sapere che resterà presidente della Margherita «fino a giugno», quando avverrà lo scioglimento del partito.

Ho detto la verità, non mi dimetto - «Se avessi detto cose false, sarei una persona disonesta ma ho detto cose vere». Ha risposto così Francesco Rutelli alla domanda di Lucia Annunziata se c'è la possibilità che si dimetta da leader di Api nel caso in cui venisse dimostrato che nella vicenda Lusi sono coinvolti altri esponenti della Margherita.
«Quanti - ha detto Rutelli - dovrebbero dimettersi in un paese dove tanti giornalisti scrivono fregnacce e poi passa tutto in cavalleria? In un momento di antipolitica questo può funzionare ma alla fine l'onestà vince e da questa storia dolorosissima ne usciremo a testa alta». Quindi ha aggiunto: «Faccio politica da 30 anni e il mio patrimonio ora è più basso di quando ho iniziato».

Nella villa di Genzano vorrei nascesse una casa famiglia - Della vicenda Lusi «si occuperà la magistratura e farà giustizia. Verranno recuperati tutti i soldi che ha rubato Lusi e ci sarà la restituzione ai cittadini dei soldi che avremo nella disponibilità della Margherita».
«Nei prossimi giorni - ha annunciato - dirò in che modo raccoglierò le idee dei cittadini per distribuire questi soldi rubati». Un'idea, secondo Rutelli, potrebbe essere quella di «creare nella villa di Genzano (sequestrata a Lusi, ndr) una casa famiglia. Si potrebbe chiamare villa Margherita per occuparsi di persone che soffrono, non di quelle che rubano».

Certa stampa si presta alle sue intimidazioni - Da parte di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, c'è «un tentativo di intimidazione» nei confronti degli ex colleghi di partito, un «tentativo cui si presta anche una parte della stampa».
«Una parte della stampa che vuol fare un attacco alla politica - ha aggiunto - usa persino un ladro come Lusi».

IDV: Solidarietà ai giornalisti dell'Espresso - «Piena solidarietà ai giornalisti del settimanale >L'Espresso e l'invito, rivolto a tutti i cronisti con la schiena dritta, a proseguire il loro prezioso lavoro d'indagine che permette ai cittadini di conoscere malefatte e vizi di certa politica e di certo potere». Lo dicono, in una nota congiunta, i capigruppo di Senato e Camera, Felice Belisario e Massimo Donadi, dopo la puntata di In mezz'ora su Raitre con Francesco Rutelli ospite.
«I tentativi di intimidazione contro la stampa - proseguono - non appartengono alla democrazia e sono solo un segnale di debolezza. Quanto alla Rai, deve dare l'opportunità ai giornalisti dell'Espresso di replicare alle accuse rivolte loro in diretta tv e senza contraddittorio».