Dl ambiente, Camera lo approva con 382 sì
Gli astenuti sono stati 17 e i contrari 74. Intanto il Governo battuto per la seconda volta in Aula alla Camera. Casini: E' un graffietto. Cesa: Non drammatizzare i voti, piccoli aggiustamenti
ROMA - L'Aula della Camera ha approvato con 382 voti favorevoli il decreto in materia ambientale. I deputati presenti erano 473, gli astenuti 17 i contrari 74. Il provvedimento torna al Senato per la definitiva conversione in legge.
Governo battuto per la seconda volta in Aula alla Camera - Governo di nuovo battuto in Aula alla Camera su un ordine del giorno al decreto ambiente presentato dal deputato Idv Francesco Barbato. Il governo aveva dato parere favorevole, ma l'Assemblea di Montecitorio ha bocciato l'odg che avrebbe impegnato l'esecutivo «ad adottare ulteriori iniziative legislative urgenti volte a riassegnare alla regione e agli enti locali campani i compiti e le funzioni loro attribuite dalla normativa vigente, ora assegnate ai commissari straordinari; a valutare l'opportunità di abrogare delle figure e comunque di ridurre i termini di scadenza del loro mandato, favorendo in tal modo il ritorno a una gestione ordinaria ed efficace del ciclo dei rifiuti, nel rispetto delle leggi e delle procedure poste a tutela dell'ambiente e della salute pubblica».
Casini: Governo battuto? E' un graffietto - La sconfitta del governo in aula alla Camera su due ordini del giorno al decreto ambiente «è un graffietto» che «non ha nessun valore politico». Lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini parlando in Transatlantico alla Camera.
Cesa: Non drammatizzare i voti, piccoli aggiustamenti - «Ci sono piccoli aggiustamenti ma non bisogna farne un dramma». Così il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ha commentato le votazioni sugli ordini del giorno sul decreto ambiente alla Camera sui quali il governo è stato battuto dal voto dell'Aula. «Ci sono alcune cose che vanno corrette, a volte ci sono errori ma non drammatizzerei - ha spiegato Cesa - nono sono queste le cose che possono creare scossoni» al governo.