31 marzo 2020
Aggiornato 08:00
Politica & Inchieste | Il caso Lusi

Lusi, Rutelli querela l'Espresso: Mai preso un cent

«Impegno per Margherita e API gratuito: Puro volontariato politico». Per l'Espresso, invece, Lusi ha versato 866 mila euro alla fondazione di Rutelli. Duro Parisi: Finanziamenti ai candidati sono un «delitto politico»

ROMA - Le accuse a Francesco Rutelli di aver intascato tramite la fondazione Cfs 866 mila euro provenienti dalle casse della Margherita «è ridicola». Tanto più se si pensa che l'ex sindaco di Roma, come presidente a tutt'oggi della Margherita e al contempo leader di Api, lavora per «puro volontariato politico» senza mai «aver preso nemmeno un centesimo» dai Dl. Lo ha sottolineato l'ufficio stampa di Rutelli annunciando querela nei confronti del settimanale l'Espresso e di «quanti riportassero tali diffamazioni, saranno chiamati a rispondere in giudizio».
A rappresentare Rutelli, saranno gli avvocati Titta Madia e Vincenzo Zeno Zencovich, che promuoveranno la querela per una lunga serie di motivazioni elencate nella nota, oltre ad altre «che saranno rinvenute» dagli stessi legali.

Espresso: Lusi ha versato 866 mila euro alla fondazione di Rutelli - L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi avrebbe girato al Centro per il futuro sostenibile (Cfs), fondazione fondata e presieduta da Francesco Rutelli, 866 mila euro nel periodo compreso fra il novembre 2009 e il luglio 2011, quando cioè l'ex sindaco di Roma era giù uscito dal Pd e aveva fondato Api, «con diversi versamenti sempre sotto i 150 mila euro, per aggirare lo statuto della Margherita». Lo scrive un articolo del settimanale L'Espresso, sottolineando che si è trattato di «versamenti tutti provati dai bonifici bancari».
«Il primo bonifico alla fondazione (conto corrente Unicredit-Banca di Roma numero 000401107758) - scrive il settimanale- è del 13 novembre 2009. Sono giorni cruciali per Rutelli: abbandonato in polemica il Pd considerato troppo sbilanciato a sinistra, insieme a Bruno Tabacci sta lanciando l'Api, il suo partito personale nato appena due giorni prima. La fondazione il 13 novembre riceve da Lusi i primi 48 mila euro della Margherita. Altri 48 mila arrivano a gennaio del 2010. Poi - tra quelli che risultano all'Espresso - ne giungono altri 140 mila a ottobre, 145 mila a novembre, altri 140 mila il 17 dicembre 2010. Anche il 2011 per Rutelli e la sua fondazione comincia bene: il primo febbraio arrivano dalle casse del partito che non esiste più ulteriori 145 mila euro, mentre altri 200 mila piovono con due distinti versamenti nel mese di luglio».
«La Margherita, che in dieci anni ha incassato la bellezza di 214 milioni - ha ricordato il settimanale - ha risposto alle allusioni dell'ex tesoriere presentando querela e con una richiesta di danni tra i 5 e i 10 milioni di euro. Saranno ora i magistrati a decidere chi ha ragione. E se al saccheggio delle risorse del partito abbia partecipato soltanto Lusi».

Parisi: Finanziamenti ai candidati sono un «delitto politico» - «Sono peggio i finanziamenti degli spaghetti al caviale, il vero crimine è non aver vissuto come avevamo promesso ai cittadini». Arturo Parisi, in una intervista a l'Espresso sul caso Lusi, ha definito «un delitto politico non essere vissuti come avevamo promesso a noi stessi e ai cittadini».
«Capisco - ha affermato fra l'altro Parisi - che può sembrare di gran lunga più grave che i soldi del partito finiscano in spaghetti al caviale. Ma dal punto di vista democratico è più grave se in una competizione interna o esterna sono spesi per far prevalere una componente sull'altra o un candidato sull'altro. Per le conseguenze che produce e per l'idea di politica che c'è dietro».
Quanto ai chiarimenti forniti da Rutelli e dai vertici della Margherita, «l'unico vertice riconosciuto - ha detto Parisi - è l'Assemblea. Rivendicare l'autonomia della responsabilità politica nella gestione interna del partito apre più questioni di quelle che chiude. Questa responsabilità va infatti ora esercitata da chi ne è titolare. E titolare è l'Assemblea. Hai voglia a dire che la Margherita è morta. Il partito ha ancora oggi ha una proiezione internazionale (il Pde) e un quotidiano («Europa«), esattamente come i Ds con il Pse e con l'«Unità». Mi chiedo se il desiderio e la fretta di coprire con un velo pietoso la stagione della Margherita nasca dall'affetto e dall'entusiasmo per il Pd. Oppure dall'imbarazzo di essere costretti a ritornare tutti insieme in un luogo che ci ricorda un delitto».

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