15 novembre 2019
Aggiornato 05:00
Nonostante le tensioni nella maggioranza

Dl semplificazioni, il Governo regge alla Camera

Fiducia sul decreto semplificazioni 479 sì, due in più rispetto all'ultimo voto fiducia del 23 febbraio sul dl milleproroghe anche se comunque sotto quota 500. Nel Pdl 29 assenti, 5 astenuti e il no della Mussolini

ROMA - Il governo Monti regge in Aula alla Camera nonostante le tensioni nella maggioranza e incassa in occasione della fiducia sul decreto semplificazioni 479 sì, due in più rispetto all'ultimo voto fiducia del 23 febbraio sul dl milleproroghe anche se comunque sotto quota 500.

No di Alessandra Mussolini - Una quota che l'esecutivo tecnico ha superato solo in occasione della prima fiducia chiesta all'Assemblea di Montecitorio, quando dalla sua parte aveva ancora l'Idv e il Pdl compatto. Anche oggi, infatti, è nel partito di Silvio Berlusconi che si registra la percentuale di assenza più alta. E i nomi sono per la maggior parte gli stessi che disertarono anche l'ultimo voto di fiducia: 29 in tutto di cui 6 in missione (Cirielli, Farina, Boniver, Jannone, Leo e Vitali) e 23 che non partecipano al voto (Angeli, Aprea, Berardi, Bergamini, Berlusconi, Berruti, Cesaro, De Angelis, Ghedini, Mancuso, Martino, Minardo, Pagano, Papa, Pili, Piso, Romani, Romele, Mariarosaria Rossi, Scandroglio, Traversa, Tremonti, Valentini). Alessandra Mussolini, come sul milleproroghe, ha votato no. Castiello, Cossiga, Crosetto, Mannucci e Moles invece hanno scelto di astenersi come fanno sempre i due deputati delle minoranze linguistiche Brugger e Zeller.