19 gennaio 2020
Aggiornato 08:30
Dopo le polemiche per il rinvio del vertice con Monti

Corruzione, Alfano: Il ddl porta la mia firma, carta canta

Il Segretario del PDL: Le chiacchiere degli altri stanno a zero. Li Gotti (Idv): Alfano canta una canzone stonata. Di Pietro: Bene task force del Governo, ma subito una legge. Grasso: Allungare la prescrizione, no all'aumento delle pene

ROMA - «Il disegno di legge anticorruzione porta la mia firma. Carta canta. Le chiacchiere degli altri stanno a zero!». Il segretario del Pdl, Angelino Alfano con un post su twitter rivendica la primogenitura del provvedimento contro la corruzione dopo le polemiche per il rinvio del vertice con Monti.

Li Gotti (Idv): Alfano canta una canzone stonata - «Carta canta? Quella di Alfano è una canzone stonata perché francamente, quel ddl sulla corruzione è timida cosa, forse spiegabile alla luce dell'equivoco rapporto tra Pdl e corruzione. In realtà lui di giustizia non ci ha mai capito granché, anche per questo non ha voluto incontrare Monti perché, tra gli altri argomenti, si sarebbe parlato anche di questo e Alfano quella lingua non la parla. Mi pare specializzato solo nei lodi incostituzionali nel tentativo di salvare il suo capo». Lo ha detto il responsabile Giustizia dell'Italia dei Valori, Luigi Li Gotti.
«Quel ddl fu annunciato in pompa magna da Berlusconi durante la campagna elettorale per le Regionali del 2010 ma la montagna partorì il topolino. Una lotta vera alla corruzione si fa con le proposte di legge che sono all'esame della commissione Giustizia al Senato, molte delle quali portano la mia firma. Se dovesse passare il suo disegno di legge - conclude il senatore Li Gotti - la lotta alla corruzione resterebbe all'anno zero»

Di Pietro: Bene task force del Governo, ma subito una legge - «Il fatto che il ministro Cancellieri annunci una task force contro la corruzione è un'ottima notizia per l'IdV. Tanto più che la ripresa economica non sarà possibile sino a che corruzione ed evasione fiscale continueranno a costare all'Italia cifre astronomiche, arrivate secondo gli ultimi dati a 181 miliardi di euro». Lo ha scritto sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
«Mettere al centro dell'agenda politica la lotta al malaffare è condizione essenziale per evitare il collasso politico, economico e sociale del Paese. Ma il Pdl, che ieri ha disertato il vertice con Monti, non sembra pensarla così. Il segretario del partito, Angelino Alfano, che finora ha parlato di responsabilità per il bene del Paese, ha dimostrato, ancora una volta, di non voler affrontare e risolvere i veri problemi legati alla giustizia italiana. L'IdV, invece, che ha sempre creduto nella battaglia per la legalità, - ha affermato ancora- è riuscita a far mettere all'ordine del giorno del Senato, la prossima settimana, la ratifica della convenzione di Strasburgo contro la corruzione».

Grasso: Allungare la prescrizione, no all'aumento delle pene - «C'è questa esigenza»: è la secca risposta che Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, ha dato ai cronisti che gli hanno chiesto se sia necessario un «intervento legislativo urgente» sul tema della lotta alla corruzione. Parlando a margine della presentazione di un libro al Centro studi americani, il magistrato si è detto contrario all'inasprimento delle pene per questo tipo di reati: «Siccome è un reato che comporta l'accordo fra due parti, il corrotto e il corruttore, se si aumentano le pene è meno probabile che uno dei due confessi o denunci».
Grasso ha suggerito l'adozione di un meccanismo che «introduca la sanzione del traffico di influenze, della corruzione fra privati e che preveda benefici per chi denuncia come per i collaboratori di giustizia». Quanto ai termini di prescrizione, «bisogna allungarli o stabilire che quando inizia l'azione penale la prescrizione si interrompe».