23 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Istituzioni | Corte Costituzionale

Quaranta: La Stampa ci attacca ma siamo indipendenti

Il Presidente della Corte Costituzionale difende il segreto delle decisioni e rivendica l'efficienza in occasione dell'incontro annuale con il mondo dell'informazione. 342 pronunce, ridotto l'arretrato

ROMA - La Corte costituzionale è «indipendente dalla politica» e i resoconti giornalistici che raccontano pressioni sulla Consulta da partiti e istituzioni «romane» e divisioni tra i giudici sono vissute dagli interessati come «attacchi» ripetuti e «ricostruzioni generalmente inesatte delle discussioni in camera di consiglio». E' questo il secco messaggio che il presidente della Corte, Alfonso Quaranta, ha lanciato in occasione dell'incontro annuale con il mondo dell'informazione.
«Insinuazioni aventi ad oggetto la Corte o singoli suoi componenti non hanno avuto, non hanno e non avranno mai alcuna incidenza sul sereno e indipendente esercizio della giurisdizione costituzionale», ha rincarato la dose il giurista, sottolineando il carattere «collegiale» delle decisioni della Consulta. Le polemiche sul referendum elettorale bocciato hanno lasciato il segno, ma Quaranta ha negato che i giudici delle leggi temano la trasparenza: «Esistono altri sistemi - ha spiegato - nei quali viene dato rilievo alle opinioni dissenzienti» ma fino a quando non cambierà l'ordinamento italiano «il giudice va salvaguardato sulla riservatezza della camera di consiglio. Nel mio programma c'è la ripresa dei lavori sulla dissenting opinion (la formalizzazione pubblica e giuridicamente motivata per iscritto dei dissensi fra i giudici, ndr), è un tema che mi sta a cuore».

Quaranta ha rivendicato orgogliosamente l'efficienza del collegio: nel 2011 «sono state emesse 166 sentenze e 176 ordinanze per un totale di 342 pronunce» e c'è stata una «significativa riduzione» dell'arretrato, passato da 432 a 374 giudizi pendenti, con una durata media dinanzi alla Corte di circa 10-11 mesi.

Quanto alle pressioni della politica, «tutte le volte che si parla di questo c'è un sorriso sulle nostre labbra», ha commentato, ma al contrario un avvertimento al mondo politico lo ha inviato, nel giorno della bocciatura dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo per i respingimenti in Libia del 2009. La Corte costituzionale è una «Corte 'dei diritti' e non solo 'dei conflitti'» e sul tema dell'immigrazione la sua giurisprudenza consolidata va in direzione di «dare pieno riconoscimento ai diritti degli stranieri, immigrati e cosiddetti clandestini», per difendere, indipendentemente dal possesso di un permesso di soggiorno, «un nocciolo duro di diritti fondamentali che va salvaguardato in ogni circostanza».

342 pronunce, ridotto l'arretrato - «L'anno appena trascorso .- ha detto Quaranta - è stato caratterizzato da una intensa attività, che la Corte ha svolto nell'esercizio delle sue istituzionali funzioni di garanzia nell'ordinamento. Un particolare, sono state emesse 166 sentenze e 176 ordinanze per un totale di 342 pronunce. In molti casi, sussistendo le condizioni per la riunione dei giudizi, con una singola pronuncia sono state decise le questioni sollevato con più ordinanze di rimessione o più ricorsi».
«Il numero dei giudizio definiti nel 2011 - ha sottolineato il presidente - è stato così, superiore alle sopravvenienze intervenute nello stesso anno, determinando, in tal modo, una significativa riduzione della pendenza esistente all'inizio dell'anno (la pendenza del 31 dicembre 2011 era di 374 giudizi, rispetto ai 432 pendenti alla fine del 2010). La durata media dei giudizi dinanzi alla Corte è stata di circa 10 - 11 mesi».
«Segnalo, infine - ha detto ancora Quaranta -, che i 170 ricorsi, relativi al contenzioso tra Stato e Regioni, pervenuti nel corso del 2011, sono stai tutti assegnati per la loro trattazione già fissata per le udienze che si terranno sino a settembre 2012.