20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Decreto liberalizzazioni

Avvocati in sciopero: Paralizzeremo la Giustizia

Sciopero bianco, sospensione delle udienze, del gratuito patrocinio, della difesa d'ufficio e delle funzioni di giudice di pace. De Tilla: Governo confindustriale, Severino disponibile, ma a cosa?

ROMA - Sciopero bianco, sospensione delle udienze, del gratuito patrocinio, della difesa d'ufficio e delle funzioni di giudice di pace. Vanno giù duro, gli avvocati italiani, nel promettere che bloccheranno il sistema giustizia se governo e parlamento non ascolteranno le loro rivendicazioni e non modificheranno il decreto liberalizzazioni. Arrivati quasi tutti in taxi all'assemblea di questa mattina promossa a Roma dal'Organismo unitario dell'avvocatura, toghe giovani e meno giovani devono aver preso spunto dai guidatori delle macchine bianche. «Noi, come loro, che hanno paralizzato le città, siamo pronti a paralizzare le aule dei Tribunali», prometteva una bellicosa avvocatessa trentacinquenne di Latina, raccogliendo la solidarietà dei numerosi colleghi che la ascoltavano.

Ma l'esempio dei taxisti non è il solo che è stato utilizzato. Anche i farmacisti, che sono riusciti ad alleggerire le riforme a loro carico contenute nel Cresci-Italia, «hanno trovato più ascolto di noi». «E' strano che in Parlamento vengano ascoltati tassisti e farmacisti e non noi professionisti», ha infatti detto Maurizio De Tilla, presidente dell'Oua, soddisfatto per il risultato dei primi due giorni (oggi e domani) di astensione dalle udienze.

Il nodo, a sentire De Tilla, resta l'obbligo di mediaconciliazione, in vigore ormai da un anno, che, protestano i legali, «non ha portato a un milione di cause in meno all'anno, solo 5 mila tentativi di conciliazione sono andati a buon fine». Gli avvocati, inoltre, chiedono un tavolo di confronto sulla revisione della geografia giudiziaria, di portare avanti la riforma dell'avvocatura e di fare marcia indietro anche sull'abolizione delle tariffe e sull'ingresso di soci di capitale negli studi professionali che, sottolinea il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Alpa, «apre enormi problemi sotto il profilo del conflitto di interessi e del segreto professionale».

«Non arretreremo», ha promesso per parte sua il presidente della Cassa Forense, Alberto Bagnoli: «è a rischio il sistema giustizia e non il nostro orticello da difendere». Durissimo contro il governo anche De Tilla: «il ministro Severino ha dichiarato grande disponibilità, ma il problema è capire cosa sia nella sua disponibilità, perchè questo è un governo confindustriale, come dimostrato anche dalla discussione sull'articolo 18».

Chi invece, non ha aderito allo sciopero è l'associazione Avvocati per la Mediazione: «io e tutti i miei collaboratori, restiamo in ufficio a rispondere alle necessità dei cittadini, e non per strada a urlare le nostre ragioni», ha fatto sapere Lorenza Morello, commentando lo sciopero dei colleghi. «Non credo nelle proteste di piazza, specie da parte di chi ha gli strumenti intellettuali per controbattere con la dialettica a ciò che non trova equo. Sono quasi 20 anni che gli avvocati entrano in agitazione contro le scelte poste in essere dal governo».