Fisco, Monti: La nostra linea è nessun condono
Il Premier all'Ecofin: Eventuale accordo con la Svizzera può andare in quella direzione. Sull'Ici per la Chiesa siamo in dirittura d'arrivo. Gasparri (Pdl): Scelte equilibrate, non rivalse. Stiffoni (Lega): Ora controlli anche sugli esercizi commerciali della Chiesa
ROMA - La linea del governo Monti nell'ambito della lotta all'evasione fiscale è 'nessun condono'. Lo ha confermato lo stesso premier in occasione della conferenza stampa al termine dell'Ecofin.
Sulla lotta alla «grande evasione fiscale - ha sottolineato Monti - credo che stiamo già facendo qualcosa oggi. Per la grande evasione fiscale relativa alla componente svizzera stiamo valutando. La nostra linea - ha ribadito - è che ai condoni non vogliamo proprio pensare».
A tale riguardo Monti ha ricordato lo stop all'emendamento parlamentare che introduceva l'eliminazione delle ammende date sostanzialmente a quasi tutti i partiti per le affissioni fuori norma dei manifesti elettorali: «abbiamo grande rispetto per il Parlamento - ha rimarcato - ma non ci siamo sentiti di avallare una cosa di questo genere che combinava la violazione del nostro principio di «no» ai condoni e di un altro principio elementare: è questo il momento di fare un condono solo, farlo per i nostri partiti, e farlo in chiave anti ecologica. Scegliamo i requisiti negativi che una cosa può avere e questa li aveva tutti», ha concluso.
Su Ici per la Chiesa siamo in dirittura d'arrivo - La norma che prevede l'introduzione dell'Ici per gli immobili della Chiesa «è in dirittura d'arrivo» anche se non è ancora detto che verrà presentata al consiglio dei ministri di venerdì prossimo. Lo ha detto il premier Mario Monti durante la conferenza stampa al termine dell'Ecofin.
Sull'Ici - ha detto Monti rispondendo a una domanda sulla tempistica dell'emendamento - abbiamo articolato la nostra riflessione con una procedura 'aiuti di stato' gestita dalla Commissione europea e siamo arrivati a soluzione. Non so ancora dirle, ma a palazzo Chigi qualcuno saprà di sicuro, e quindi non vorrei dire cose sbagliate se ci sarà nel decreto di venerdì, ma comunque è in dirittura d'arrivo».
Quanto ai «ritardi» da alcuni evidenziati nella messa a punto del provvedimento, Monti ha replicato: «Ricordo che in occasione della mia prima venuta a Bruxelles mi era stata posta la questione e io avevo detto che stavamo attivamente riflettendo. Colgo l'occasione per dire che è totalmente comprensibile e oggettivamente utile che la stampa e l'opinione pubblica siano impazienti. C'è tempo per fare le cose, se si vogliono fare anziché dichiarare, e farle bene. Credo che è un po come decidere sulle Olimpiadi all'ultimo giorno. Chiediamo scusa se ci prendiamo i nostri tempi di riflessione».
Gasparri (Pdl): Su Ici Chiesa scelte equilibrate, non rivalse - «Sull'Ici per i beni della Chiesa ci attendiamo decisioni equilibrate e non rivalse punitive dovute a condizionamenti ideologici».Lo ha sottolineato il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Bisogna rispettare l'enorme rilevanza sociale ed assistenziale di attività che fanno capo alla Chiesa ed al mondo cattolico che vanno sostenute, non penalizzate», ha aggiunto.
Stiffoni (Lega): Ora controlli anche sugli esercizi commerciali della Chiesa - «Se proprio Monti vuole fare le cose bene, contestualmente all' approvazione dell' ici sui beni della Chiesa, solleciti l'agenzia delle entrate di sottoporre a controllo tutti gli esercizi commerciali e non intestati a istituti religiosi per vedere se emettono lo scontrino fiscale». Lo ha affermato il senatore della Lega Nord Piergiorgio Stiffoni su quanto detto dal premier riguardo l'Ici sui beni ecclesiastici.
«Le case per ferie - ha portato come esempio Stiffoni - che sono veri e propri hotel, i negozi all'interno delle strutture ecclesiastiche che vendono souvenir e oggetti, oppure l'Opera Romana Pellegrinaggi sui viaggi religiosi. Sarebbe un buon segnale inviare la Guardia di Finanza anche nei confronti di chi ha subito, nell'ultimo periodo, i controlli fiscali negli esercizi commerciali».
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