21 aprile 2024
Aggiornato 19:30
Una riforma costituzionale è possibile entro il 2012

Riforme: la Maggioranza annuncia l'intesa, ma divide il nodo Rai

Per l'azienda di viale Mazzini il PD vuole l'intervento del Governo, per Pdl è materia del Parlamento. Di redigere un testo si occuperanno nei prossimi giorni gli sherpa Luciano Violante, Gaetano Quagliariello, Ferdinando Adornato, Italo Bocchino e Pino Pisicchio

ROMA - Una riforma costituzionale è possibile entro il 2012. In un vertice nello studio di Luciano Violante a Montecitorio i leader di maggioranza Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini hanno suggellato e poi annunciato l'intesa su alcuni principi - noti - cui i saggi di Pdl, Pd e Terzo Polo lavorano da settimane: più poteri al premier e soprattutto il diritto di nominare e revocare i ministri, riduzione del numero dei parlamentari (100 deputati e 50 senatori in meno), introduzione della «sfiducia costruttiva» e superamento del bicameralismo perfetto.

Riforma entro l'anno - Di redigere un testo si occuperanno nei prossimi giorni gli sherpa Luciano Violante, Gaetano Quagliariello, Ferdinando Adornato, Italo Bocchino e Pino Pisicchio raccogliendo i suggerimenti che emergeranno dalle assemblee dei gruppi che si terranno prossimamente sul tema. Tutto poi confluirà sul tavolo di una nuova riunione con Alfano, Casini e Bersani tra due settimane. Ma i tre leader di maggioranza oggi hanno voluto dare un segnale, convocando, ognuno per conto suo, telecamere e giornalisti dopo il vertice e assicurando che entro l'anno la riforma può essere approvata.

Rai, il PD vuole l'intervento del Governo, per Pdl è materia del Parlamento - Il PD vuole per parte sua insistere sulla riforma della legge elettorale, e mantiene alta la guardia soprattutto verso il Pdl che tende a sfilarsi sulle questioni più scottanti, vedi liberalizzazioni e Rai. E infatti se il discorso sulla legge elettorale è complicato, lo è ancora di più quello sull'azienda di viale Mazzini. Il tema - spinosissimo - si è affacciato al vertice di oggi. Per Bersani è il governo che deve prendere un'iniziativa sul nuovo Cda (che scade il prossimo 28 marzo ma può restare in carica fino a giugno per l'approvazione del bilancio) per cambiare la legge Gasparri. Contrario a un intervento del governo è invece il Pdl.