22 luglio 2019
Aggiornato 16:00
Giustizia | Emergenza carceraria

Carceri, otto suicidi in meno di 2 mesi. Penitenziaria: Siamo soli

Dal 2000 ad oggi salvata la vita a 10mila detenuti. La situazione, spiega il segretario del sindacato Donato Capece, è gravissima anche perchè a togliersi la vita sono non solo i detenuti, ma anche molti operatori penitenziari

ROMA - Otto detenuti si sono tolti la vita nelle carceri italiane, l'ultimo oggi a Opera, in meno di due mesi e il Sappe, uno dei sindacati della polizia penitenziaria, lancia l'ennesimo appello: «Il personale di Polizia Penitenziaria è stato ed è spesso lasciato solo a gestire all'interno delle nostre carceri moltissime situazioni di disagio sociale». La situazione, spiega il segretario del sindacato Donato Capece, è gravissima anche perchè a togliersi la vita sono non solo i detenuti, ma anche molti operatori penitenziari, ultimo caso, ieri a Formia, quello di un assistente capo di polizia penitenziaria in servizio a Roma Rebibbia.

Dal 2000 ad oggi salvata la vita a 10mila detenuti - «Certo è - dice Capece - che la carenza di personale di Polizia Penitenziaria e di educatori, di psicologi e di Personale medico specializzato, il sovraffollamento dei carceri italiani sono temi che si dibattono da tempo, senza soluzione, e sono concause di questi tragici episodi». «Non si può e non si deve chiedere al personale del corpo di 'accollarsi' la responsabilità di tracciare profili psicologici che possano eventualmente permettere di intuire l'eventuale rischio di autolesionismo da parte dei detenuti».
Secondi i dati del Sappe i poliziotti e le poliziotte penitenziari italiani dal 2000 ad oggi sono intervenuti in carcere salvando la vita a 10mila detenuti che hanno tentato di suicidarsi ed impedendo che gli oltre 66mila atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze.