15 novembre 2019
Aggiornato 20:30
Il naufragio della Costa Concordia

Giglio, svuotamento serbatoi: mancano ancora 3 valvole

Da collocare a ridosso del fondale del mare, che è ancora mosso. Il Capo della Protezione Civile Gabrielli: Ottimistica idea rimozione in 10 mesi. 17 corpi recuperati, 15 dispersi. Resta ai domiciliari il comandante Schettino

FIRENZE - E' delicata e complessa l'installazione delle ultime tre valvole previste sui sei principali serbatoi della Costa Concordia, naufragata all'isola del Giglio lo scorso 13 gennaio. Il completamento della flangiatura, che permetterà  di iniziare l'asportazione del carburante, si rende difficile non solo per il mare agitato, ma proprio per la posizione in cui devono operare i tecnici della Smit and Salvage. Si deve cioè intervenire sulla parte dei serbatoi che è a contatto con il fondale di granito su cui poggia lo scafo. Per questo, spiega la società  olandese che ha firmato il contratto per il recupero delle 2300 tonnellate di combustibile dalla nave, servono condizioni di meteo-marine di grande tranquillità . Cosa che non si è verificata nemmeno oggi, dove per il secondo giorno consecutivo le onde del mare, mosso dal forte vento, hanno obbligato il pontone messo a disposizione dalla società  italiana Neri a rimanere attraccato nel porto del Giglio.
Attesa per l'incontro tra il Commissario delegato Franco Gabrielli e la cittadinanza locale. Previsto sull'isola l'arrivo anche dell'ad di Costa Crociere, Pierluigi Foschi. Dal sindaco Piero Ortelli arrivano segnali di distensione misti ad apprensione per i lavori da compiere: «capiamo che ci dovranno essere tempi lunghi per la rimozione della nave -ha detto il primo cittadino del Giglio- l'importante è che tutto sia fatto correttamente. Prima di giudicare gli impegni di Costa Crociere, attendiamo di vedere nero su bianco come avrà  deciso di agire». Per Ortelli, è comunque un bene che la compagnia abbia bocciato la possibilità  di smontare in loco la Concordia.

Resta ai domiciliari il comandante Schettino - Rimane agli arresti domiciliari Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia, naufragata il 13 gennaio davanti all'isola del Giglio. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Firenze, che ha respinto sia il ricorso dei suoi legali, che ne chiedevano la libertà, sia quello della Procura di Grosseto, che ne chiedeva gli arresti in carcere.

Gabrielli: Ottimistica idea rimozione in 10 mesi - La rimozione della 'Concordia' naufragata davanti all'Isola del Giglio rappresenta «un caso unico» perchè non «esiste un caso simile in letteratura»: «sia per le dimensioni della nave che per le modalità che attengono alla rimozione». Lo ha detto il Commissario delegato del governo, Franco Gabrielli, durante l'audizione in Commissione Lavori pubblici del Senato.
Sette-dieci mesi per la rimozione della 'Concordia' - ha sottolineato Gabrielli - è una previsione ottimistica. «E' un dato da prendere con le molle», ha sottolineato Gabrielli. Perchè la «situazione è molto complessa, occorre verificare la condizione della fiancata appoggiata sul fondale».

17 corpi recuperati, 15 dispersi - «La tristissima contabilità» del naufragio della nave da crociera «Concordia» si è fermata a 17 corpi recuperati. Sono 15 i dispersi, di cinque nazionalità: 4 italiani, 6 tedeschi, due francesi, due statunitensi e un indiano». Lo ha detto il Commissario delegato del governo per l'emergenza all'isola del Giglio, Franco Gabrielli, nel corso di una audizione davanti alla Commissione Lavori pubblici del Senato.