30 agosto 2025
Aggiornato 12:00
Operazione della Guardia di Finanza di Palermo

Palermo, riscuotevano la pensione di parenti morti: 13 denunce

Le indagini hanno preso le mosse da una «analisi di rischio» condotta dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma attraverso l'incrocio di diverse banche dati

PALERMO - La Guardia di finanza di Palermo, sotto la direzione del Dipartimento Pubblica Amministrazione della Procura del capoluogo siciliano, hanno individuato una grossa truffa ai danni dell'Inpdap messa a segno da 13 persone che riscuotevano, nella veste di «delegati», le pensioni intestate ad altri beneficiari in realtà deceduti da tempo. Le indagini hanno preso le mosse da una «analisi di rischio» condotta dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie di Roma attraverso l'incrocio di diverse banche dati.
Le Fiamme gialle si sono trovate di fronte ad una vera e propria «emorragia» di denaro pubblico, quando i truffatori hanno trovato i militari ad aspettarli anche negli uffici postali di Palermo, Bagheria, Termini Imerese, Cefalù, Carini e Partinico. Dei 13 denunciati, 5 sono stati sorpresi in flagranza, ad incassare la pensione presso gli sportelli postali.

In un caso, l'intestatario della pensione era morto da 26 anni, e il parente continuava a riscuotere il denaro puntualmente ogni mese. Un altro, invece, arrotondava le somme riscosse dall'Inpdap a nome del padre defunto, con il denaro erogatogli dall'Inps a titolo di pensione di accompagnamento. Le indagini hanno portato al sequestro di 5 conti correnti (con un saldo di oltre 800 mila euro), di due libretti di deposito e del denaro contante riscosso presso gli sportelli postali (7 mila euro circa).
La somma complessivamente erogata dall'Inpdap di Palermo a persone in realtà decedute è stata sinora quantificata in oltre 1,3 milioni di euro.