12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Politiche europee

Napolitano: La crisi non sia un alibi per dimenticare i Diritti

Il Presidente della Repubblica: Non mettiamo da parte i valori della costruzione dell'Unione. Monti: Lunedì decisione concrete su rigore e crescita

ROMA - L'impegno degli Stati europei per fronteggiare la crisi economica non sia un alibi per dimenticare che l'Europa è fondata sui «diritti». È il ragionamento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, oggi alla celebrazione della Giornata della Memoria al Quirinale.
Napolitano richiama l'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea: «L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà della democrazia, dell'uguaglianza...». E dopo averlo letto per intero, aggiunge: «Sì, l'Europa è questo non dimentichiamocene solo perché la nostra attenzione è oggi spasmodicamente concentrata sulla grave crisi finanziaria ed economica in atto da tre anni, sull'emergenza che ha investito l'Eurozona, sulle quotazioni, giorno per giorno, dei titoli del debito pubblico. Dobbiamo fare i conti con queste assillanti realtà, ma non perdiamo di vista il senso e i valori della costruzione europea».
«Le ragioni del nostro stare insieme - sottolinea il capo dello Stato - sono lì in quel fondamento di pace e di civiltà sui cui l'Europa ha trovato la sua unità ed è chiamata a far leva per il suo futuro».

Monti: Lunedì decisione concrete su rigore e crescita - Al Consiglio Europeo di lunedì «credo che ci siano decisioni molto concrete che riusciremo a prendere, e cioè mettere definitivamente in opera un sistema di disciplina della finanza pubblica, e credo in parallelo rilanciare lo sviluppo, cui non è stata dedicata molta attenzione». Lo ha detto il premier Mario Monti, ospite del Tg1.
Quanto al Financial Times che titola «L'Europa sulle spalle di Monti», il presidente del Consiglio si schermisce: «Credo sia importante per l'Italia svolgere pienamente il suo ruolo, il mio compito è quello di permettere all'Italia di svolgerlo. Credo che il dialogo con Germania e Francia, ma anche con Gran Bretagna e Polonia, sia una cosa necessaria. Il Financial Times qualche volta esagera nel male, a volte è troppo roseo... Meglio questo secondo caso».