28 settembre 2020
Aggiornato 08:00
Giustizia | Intercettazioni

Procura di Milano: Intercettazioni in calo del 60%

Lo dice il capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati presentando il bilancio di responsabilità sociale 2010-2011. «La riduzione dei costi sarà visibile solo in futuro»

MILANO - Le intercettazioni sono in calo anche se la riduzione dei costi a causa dei ritardi nei pagamenti sarà visibile solo in futuro. Lo dice il capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati presentando il bilancio di responsabilità sociale 2010-2011.
Per quanto riguarda le indagini sulla criminalità organizzata il numero dei bersagli intercettati si è abbattuto di circa il 60 per cento dal 2007 e proprio in questo periodo si sono svolte indagini complesse. Nelle inchieste per reati ordinari, cioè non mafia e terrorismo, il calo delle intercettazioni è del 35 per cento.

Bruti Liberati: Strumento importantissimo - Bruti Liberati ricorda comunque che quello degli «ascolti» resta uno strumento importantissimo e lo spiega con il caso recente delle indagini sull'uccisione del vigile urbano: il presunto assassino fuggito in Ungheria è stato rintracciato e arrestato proprio intercettando le sue telefonate.
Per quanto riguarda i costi il capo dei pm milanesi ha parlato dell'importanza dell'accordo raggiunto nel 2010 fissando con le società che si occupano di realizzare gli «ascolti» un tetto massimo di spesa, 10 euro più Iva per «bersaglio». «Una sensibile riduzione della spesa senza incidere sull'efficacia delle indagini» è la sintesi di Bruti Liberati per il quale il calo delle intercettazioni è dovuto non solo alla necessità di ridurre la spesa ma anche alla particolare invasività dello strumento rispetto alla privacy dei cittadini.