30 agosto 2025
Aggiornato 06:30
La crisi del debito in Europa

UE: Mozione Idv, il Governo si impegni per eurobond e agenzia di rating

Il partito di Di Pietro presenta una propria mozione sull'Europa, come nel caso del documento Pd-Pdl-Terzo polo chiede al Governo di impegnarsi per spingere l'Europa a promuovere politiche di crescita

ROMA - Idv presenta una propria mozione sull'Europa, come nel caso del documento Pd-Pdl-Terzo polo chiede al Governo di impegnarsi per spingere l'Europa a promuovere politiche di crescita e a sostenere l'euro dagli attacchi speculativi, ma assume toni un po' più perentori su alcuni punti. Nella mozione Idv, per esempio, si chiede esplicitamente al Governo di «proporre la creazione di un'agenzia di rating europea indipendente ed autorevole, nonché ad implementare con più incisività sul piano giuridico il concetto di responsabilità per le conseguenze delle valutazioni errate delle stesse agenzie».

Il partito di Di Pietro chiede a Monti di «sostenere l'emissione di eurobond», titoli che dovrebbero essere usati per finanziare investimenti «da scomputare» dal calcolo dei parametri di Maastricht. Idv, inoltre, vuole impegnare «il Governo a proporre, in parallelo al nuovo Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance dell'unione economica e monetaria» e a «promuovere insieme agli altri partner continentali azioni concrete per promuovere una crescita più forte e maggiore competitività e coesione sociale». Si sollecita inoltre una «politica comune della difesa europea»; «il completamento del mercato interno europeo»; «una riforma europea delle regole della finanza».
Infine, Idv chiede al Governo di impegnarsi «a sostenere l'esigenza che siano adottate al più presto politiche e misure per garantire la stabilità dell'euro, evitando l'istituzione di ulteriori strutture economico-finanziarie non sottoposte al controllo degli organi di governo dell'Unione e dei singoli Stati, modificando ulteriormente il mandato della Banca centrale europea a concedere prestiti agli Stati nazionali avendo a garanzia anche gli asset della citata Agenzia europea sei beni comuni». Si reclama anche «l'istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie» e «un Trattato su un'Unione economica rinforzata» che «preveda l'emissione di eurobond e che tenga conto di 'fattori nazionali rilevanti', tra i quali l'ammontare del debito nel settore privato ed il risparmio delle famiglie, senza automatismi e tenendo conto dell'andamento congiunturale dell'economia».