28 giugno 2022
Aggiornato 02:00
Decreto Severino sul sovraffollamento

Carceri, cambia la norma sui domiciliari per superare obiezioni Palma

Esclusi gli arrestati per furti in case, scippi, rapine e estorsioni. Ascierto (Pdl): No alla libera uscita per i delinquenti. Manca ok Bilancio su emendamento, Senato va a domani. Schifani: Ok a dl entro domani sera, notturna se serve

ROMA - Dovrebbe essere chiusa la partita del decreto Severino sul sovraffollamento delle carceri. Dopo lo stop in aula al Senato la scorsa settimana, con la presa di distanze dell'ex ministro della Giustizia Nitto Palma (Pdl) sulle maglie larghe individuate dai relatori Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd) per l'emendamento sulla destinazione ai domiciliari degli arrestati in flagranza, sarebbe stato raggiunto un compromesso che va incontro alle obiezioni dell'ex guardasigilli. Il nuovo emendamento predisposto dai relatori introduce una lista di reati per i quali viene esclusa la destinazione ai domiciliari degli arrestati in flagranza in attesa dell'udienza di convalida o del processo direttissimo: si tratta del furto in appartamento, del furto con strappo, della rapina, dell'estorsione.
Accolte quindi quasi tutte le richieste di Palma, che aveva chiesto di introdurre l'eccezione anche per il reato indicato all'articolo 73 del Testo unico sulla droga, che riguarda lo spaccio ma anche la detenzione di stupefacenti oltre i limiti minimi. Un reato che non comporta violenze verso altri, che può toccare migliaia di tossicodipendenti e piccoli spacciatori e al cui inserimento nella lista il ministro sarebbe stato, secondo fonti parlamentari, decisamente contrario.

Manca ok Bilancio su emendamento, Senato va a domani - Si dovrebbe chiudere domani nel pomeriggio l'esame nell'aula del Senato del decreto sul sovraffollamento delle carceri firmato dal ministro della Giustizia Paola Severino. Nel pomeriggio, dopo l'accantonamento degli emendamenti agli articoli 1 e 2, sono stati votati tutti gli altri emendamenti. Domani, dopo il parere della commissione Bilancio sul nuovo emendamento dei relatori Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd) sul tema dei domiciliari per gli arrestati in flagranza, testo che serviva a ricomporre lo scontro apertosi la scorsa settimana con l'ex guardasigilli Nitto Palma, palazzo Madama dovrebbe licenziare il provvedimento, che dovrà poi passare alla Camera.
Oggi in aula il presidente del Senato Renato Schifani è intervenuto per chiarire la sua intenzione di accelerare l'esame del decreto in ossequio al principio di «leale collaborazione con la Camera dei deputati», ha ricordato che diversi gruppi avevano esaurito i tempi per gli interventi (domando le proteste della Lega con la concessione di dieci minuti supplementari) ed ha avvertito: «Proporrò una seduta notturna per domani sera se se ne ravvisasse l'opportunità». La capogruppo del Pd in commissione Giustizia Silvia Della Monica, dal canto suo, ha ritirato molti emendamenti: «Non ci sono - ha spiegato - le condizioni politiche per discutere di recidiva, ex Cirielli e di legge Fini- Giovanardi (sulla droga, ndr), argomenti per noi importantissimi ma vogliamo che il decreto passi».

Ascierto (Pdl): No alla libera uscita per i delinquenti - «Il decreto svuotacarceri come dimostrato dai dati forniti dal Prefetto Cirillo, Vice Capo della Polizia, ha diminuito il livello di sicurezza nel nostro Paese». Lo afferma in una nota il deputato del Pdl Filippo Ascierto, secondo il quale «le nuove misure adottate dal ministro della Giustizia hanno solamente portato a un calo del numero degli arresti in flagranza di reato preferendo al loro posto la denuncia a piede libero».
«Sono pienamente d'accordo - prosegue l'esponente azzurro - con le dichiarazioni dei colleghi Mantovano e Crosetto e inoltre voglio esprimere la mia più totale solidarietà agli appartenenti delle Forze di Polizia che, nonostante la razionalizzazione delle risorse economiche, devono poter continuare a svolgere quotidianamente le loro abituali mansioni con la riconosciuta professionalità e non vivere nel disagio di dover organizzare ex novo il servizio delle camere di sicurezza».
«Invito pertanto - conclude Ascierto - il ministro Severino a perseguire la linea della certezza della pena; quindi il carcere per i delinquenti e non la libera uscita dimostrando così l'attenzione Sua e del Governo per la sicurezza dei cittadini e per il personale in divisa che rappresentano».

Schifani: Ok a dl entro domani sera, notturna se serve - L'aula del Senato deve approvare il decreto Severino sul sovraffollamento delle carceri entro domani sera, in ossequio al principio di «leale collaborazione con la Camera dei deputati». A lanciare l'avvertimento è stato il presidente del Senato Renato Schifani, che è intervenuto in aula per ricordare che «i trenta giorni del decreto sono scaduti» ed ha annunciato che diversi gruppi parlamentari hanno già esaurito i tempi di intervento loro riservati dal contingentamento deciso in conferenza dei capigruppo. «Proporrò una seduta notturna per domani sera - ha aggiunto - se se ne ravvisasse l'opportunità».
A chi ha esaurito i tempi verrà concesso un minuto a intervento «per garbo istituzionale» ha precisato il presidente dell'assemblea, che ha poi deciso di derogare al principio annunciato di fronte alle proteste del capogruppo della Lega Federico Bricolo ed ha concesso al Carroccio e all'Idv dieci minuti supplementari. «Siamo l'unica opposizione, non abbiamo fatto ostruzionismo», ha osservato Bricolo chiedendo la seduta notturna fin da oggi. «Potevate parlare di meno in discussione generale», lo ha gelato Schifani, che ha aggiunto: «La notturna la faremo, lavoreremo fino all'alba se necessario...».