21 novembre 2019
Aggiornato 15:00
La «protesta dei Forconi»

Sicilia in ginocchio. Stanotte rientra lo sciopero dei tir

A Palermo preso d'assalto l'ultimo distributore di benzina. E mentre il presidente della Regione Raffaele Lombardo annuncia l'incontro con il premier Monti, la Digos comincia a indagare sulle eventuali infiltrazioni estremiste, sia di destra che di sinistra

PALERMO - Il dato certo è uno solo: la protesta degli autotrasportatori siciliani aderenti all'Aias, che ha paralizzato la Sicilia per una settimana, rientrerà a mezzanotte. Resta un'incognita, invece, quelli che saranno gli effetti dei blocchi e dei presidi organizzati dai movimento «Forza d'urto» e «Movimento dei Forconi», che a differenza dei «padroncini», continueranno a manifestare ad oltranza.

Palermo, come altre città siciliane è ormai in ginocchio. In tutta l'isola sono una trentina i blocchi messi in atto. Tutte le pompe di benzina sono a secco, e gli automobilisti incolonnati in auto in prossimità dell'ultimo distributore di carburante attivo, attendono fino a 10 ore nella speranza di poter riempire anche un bidone di benzina.
Gli scaffali dei supermercati del capoluogo siciliano sono quasi vuoti. Difficile trovare pasta, olio, latte, acqua minerale e succhi di frutta.
Dall'altro lato dell'isola, nel Ragusano, anche oggi il mercato ortofrutticolo di Vittoria è rimasto chiuso.

La Digos indaga su eventuali infiltrazioni - E mentre il presidente della Regione Raffaele Lombardo annuncia l'incontro con il premier Monti, fissato per mercoledì mattina a Roma, la Digos comincia a indagare sulle eventuali infiltrazioni estremiste, sia di destra che di sinistra, all'interno dei movimenti che stanno dando vita alla protesta. Livello di guardia massimo anche da parte delle Procure siciliane, dopo l'allarme lanciato ieri, e ribadito oggi, dal presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che teme che dietro la «rivolta» possano esserci matrici mafiose.
Al momento non è stata formalizzata nessuna denuncia in tal senso, ma alla luce della volontà del movimento «Forza d'Urto» e del «Movimento dei forconi» di continuare la protesta ad oltranza, non è escluso che nei prossimi giorni possano scattare le prime indagini.