21 luglio 2024
Aggiornato 12:00
Istruzione | I dati dell'Istat

Il 22% dei giovani non lavora nè studia

Dalla spesa agli abbandoni ai laureati male rispetto ai partner europei. Sulla spesa in istruzione e formazione, ad esempio, in Italia l'incidenza sul Pil è pari al 4,8% (2009), valore inferiore a quello dell'Ue27 (5,6%)

ROMA - In Italia è allarme per i «Neet» (Not in Education, Employment or Training) i giovani che non lavorano nè studiano. Secondo l'Istat, che oggi ha reso noto il rapporto «Noi Italia 2012», nel 2010 i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non inseriti in un percorso scolastico/formativo né impegnati in un'attività lavorativa sono più di 2 milioni, il 22,1% del totale di quella classe d'età, un valore tra i più elevati a livello europeo.

Italia indietro rispetto alle medie europee - Ma secondo l'Istat l'Italia è indietro rispetto alle medie europee su quasi tutti gli indicatori del settore istruzione. Sulla spesa in istruzione e formazione, ad esempio, in Italia l'incidenza sul Pil è pari al 4,8% (2009), valore inferiore a quello dell'Ue27 (5,6%). Inoltre circa il 45% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha conseguito la licenza di scuola media inferiore come titolo di studio più elevato, un valore anche qui distante dalla media Ue27 (27,3% nel 2010). La quota dei più giovani (18-24enni) che ha abbandonato gli studi senza conseguire un titolo di scuola media superiore è pari al 18,8% (la media Ue è pari al 14,1%).
I dati più recenti sul livello delle competenze (indagine Pisa dell'Ocse) mettono in luce un recupero rispetto al passato dello svantaggio degli studenti 15enni italiani in tutti gli ambiti considerati (come lettura e matematica). La partecipazione dei giovani al sistema di formazione al termine del periodo di istruzione obbligatoria è pari all'81,8% tra i 15-19enni e al 21,3% tra i 20-29enni. I valori europei (Ue19) sono più elevati e pari rispettivamente a 86,2% e 26,6% (anno 2009).
Il 19,8% dei 30-34enni ha conseguito un titolo di studio universitario (o equivalente). Nonostante l'incremento che si osserva nel periodo 2004-2010 (+4,2 punti percentuali) la quota è ancora molto contenuta rispetto all'obiettivo del 40% fissato dalla Strategia 'Europa 2020'. Infine il 6,2% degli adulti è impegnato in attività formative (2010), valore ancora ben al di sotto del livello obiettivo stabilito nella Strategia di Lisbona (12,5%).