5 giugno 2020
Aggiornato 09:00
Il Governo e il Fisco

Monti: Quoziente familiare? Chi meno può, più riceve...

Il Premier a Radio Vaticana: Abbiamo già dato un primo segnale con la clausola per l'Imu a seconda del numero di figli. No vessazioni, ma chi evade non resterà nell'ombra

ROMA - Il premier Mario Monti, intervistato da Radio Vaticana, non si sbilancia sulla possibilità di gettare già da quest'anno le basi per una sorta di quoziente familiare, ma rileva: «Il pacchetto di misure per il consolidamento dei conti pubblici, presentato dal Governo al Parlamento, che l'ha prontamente approvato in dicembre, ha chiesto contributi a tutti. In quest'anno 2012 verrà dimostrato, con risultati certi, che alcuni, molti cosiddetti soliti ignoti diventeranno presto soggetti noti dal punto di vista fiscale. Un primo segno è già contenuto nel Decreto Salva Italia: si è prevista una clausola di favore per l'Imu a seconda del numero di figli».
«In tempo di crisi, e più in generale entro la cornice dell'equità, vale quanto affermava Giuseppe Toniolo: 'Chi più può, più deve; chi meno può, più riceve'», conclude Monti.

No alle vessazioni, ma chi evade non resterà nell'ombra - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, non ritiene che un controllo fiscale troppo duro sui comportamenti degli italiani possa diffondere paura tra chi le tasse le paga, senza toccare la piaga dell'evasione fiscale: «Credo di no. E' un'azione che non è certo ispirata a mire di vessazione o di accanimento. Non bisogna avere nessuna paura, ma la certezza che chi non rispetta la legge non resterà nell'ombra».
«Chi oggi evade pensa di trarne vantaggio - sottolinea il premier a Radio Vaticana - sicuramente reca danno ai concittadini e offre ai propri figli - in definitiva - un pane avvelenato; consegnerà loro, forse, alla fine della propria vita qualche euro di più, ma li renderà cittadini di un Paese non vivibile».

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