6 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Il naufragio della Costa Concordia

Il giallo dei dispersi: 29 o addirittura 40?

Sono 7 le vittime accertate. Il gruppo dei tedeschi, almeno 10. Schettino, troppi ritardi, poi l'«ammutinamento». Stampa estera: le responsabilità del comandante. Clini: C'è il rischio che la nave scivoli, situazione al limite. Aperti due varchi con esplosivo per le ricerche

ROMA - La notizia è emersa ieri sera: i dispersi della Concordia non sono 16 ma 29. Almeno. Perchè sarebbero 40 secondo quanto scrive oggi La Stampa. Ci rientrano i tedeschi di cui si è avuta notizia ieri, 10 scomparsi o forse 12 o forse di più, addirittura 19 (l'ambasciata ieri ha parlato di «Un numero a doppia cifra, ma basso«). E almeno 6 italiani.
Oggi il quotidiano La Stampa parla di una lista «segreta», nota da giorni ad alcuni ma tenuta sotto chiave. Il computo non coincide con i 16 dispersi dichiarati dalla Costa Crociere e confermati in prefettura sabato scorso. Appunto la preferttura ieri sera ha rivisto il bilancio: mancherebbero all'appello 4 membri dell'equipaggio e 25 passeggeri.

Per quanto riguarda la nazionalità dalla Prefettura non si sbilanciano per ora. A bordo della Concordia c'erano circa 4230 persone: si è detto 4.228, o 4.232. La cifra e i nomi di chi era a bordo a quanto pare non sono certi. Mancano all'appello la barista di bordo peruviana, quattro francesi, il gruppo dei tedeschi. E poi dagli Stati Uniti si segnala l'assenza all'appello di due cittadini americani. C'è un indiano fra i membri dell'equipaggio non identificati.
Poi ci sono i sei italiani, tra i quali William Arlotti, di Rimini, con la piccola Daiana, la figlia di cinque anni. E ancora: le due colleghe siciliane che risultavano fra gli sbarcati e invece non si trovano. Maria Grazia Treccarico e Lucia Virzé. Maria D'Introna, la trentenne di Biella scomparsa in mare davanti agli occhi del marito. Giuseppe Girolamo, il batterista di Alberobello che suonava nel ristorante al momento dell'impatto.
Sempre secondo La Stampa, la lista in mano all'unità di crisi coordinata dal prefetto Giuseppe Linardi però di nomi ne contiene ben quaranta, che si aggiungono ai 7 morti accertati (sei recuperati, un settimo avvistato). Secondo questa lista gli italiani sarebbero 10 e non 6: il quotidiano aggiunge i nomi di 4 donne, Giuseppina Belperio, Laura Farese, Laura Moda, Maria Giuseppina Zinini.

Schettino, troppi ritardi, poi l'«ammutinamento» - Troppe domande senza risposta logica nel comportamento di Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera Costa Concordia naufragata all'isola del Giglio. E il sospetto di un vero ammutinamento a bordo: è la parola che usano oggi nei loro titoli sia Corriere della sera, sia Repubblica. Dopo l'impatto con lo scoglio, racconta l'ufficiale Alessandro di Lena a La Repubblica, «il comandante si è attaccato al suo telefono cellulare, ha fatto numerose chiamate. Noi gli facevamo numerose domande. Comandante che si fa? Ma lui niente, era sempre al telefono». Secondo quanto viene riferito, «Schettino chiama almeno tre volte, forse quattro, Ferrarini, con cui parla a lungo». Roberto Ferrarini è il responsabile dell'unità di crisi e controllo della flotta Costa.
Fonti della società armatrice confermano a Repubblica che «è vero. Schettino ha contattato Ferrarini una prima volta alle 22.05 e a seguito di quella comunicazione sono state attivate le procedure d'emergenza». Ma l'evacuazione è stata ordinata soltanto alle 22.58, dopo un'ulteriore insistenza della Guardia Costiera. Fonti ufficiose della compagnia confermano che le comunicazioni di quella notte con Schettino sono movimentate, come riferisce il giornale.
Alle 22.30 circa, gli ufficiali si sarebbero resi conto che attendere una risposta dal comandante era inutile e avrebbero investito di fatto del comando della nave il comandante in seconda, Roberto Bosio, che ha dato il via all'immediata evacuazione. E' l'ammutinamento.

Stampa estera: le responsabilità del comandante - La notizia dell'ammutinamento a bordo della Costa Concordia e la registrazione della telefonata tra il comandante della nave Francesco Schettino e la Guardia Costiera figurano nelle prime pagine dei principali quotidiani internazionali. L'edizione europea del Financial Times apre proprio sul naufragio davanti all'Isola del Giglio e punta l'attenzione anche sull'avvertimento giunto dall'Ufficio dell'Onu che si occupa degli standard per la navigazione: considereremo «molto seriamente» la lezione che arriva dal naufragio della Costa Concordia, ha fatto sapere.
Il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato sul suo sito internet la trascrizione della conversazione tra il comandante Schettino e la Guardia Costiera, nei minuti successivi alla tragedia. Ricordandone l'epilogo: l'ammutinamento a bordo, con gli ufficiali della nave che di fronte alle esitazioni del comandante decidono di affidarsi al suo vice. Su Le Figaro, invece, emergono i timori per gli ingenti danni ambientali che potrebbero scaturire dalla fuoriuscita in mare delle circa 2.300 tonnellate di carburante in stiva.
La notizia della tragedia trova grande risalto anche su tutti i quotidiani tedeschi. Il Suddeutsche Zeitung, in particolare, punta la sua attenzione sulle difficoltà nelle operazioni di soccorso, con il relitto in leggero movimento e il mare grosso previsto nei prossimi giorni. Da parte sua, il Frankfurter Allgemeine riferisce di 12 passeggeri tedeschi dispersi. Il britannico Guardian, invece, titola sulle accuse al comandante rivolte dai vertici della compagnia Costa Crociere, mentre il Times torna sulla conversazione tra Schettino e la Guardia Costiera: «Torna sulla nave, è un ordine».
«Un errore della compagnia in discussione dopo il disastro» è invece il titolo del New York Times, mentre lo spagnolo El Mundo parla di «una tragedia annunciata su Facebook» facendo riferimento alle parole della sorella del 'maître' della nave che sul social network aveva preannunciato il passaggio «vicina vicina» alla costa.

Clini: C'è il rischio che la nave scivoli, situazione al limite -  «Bisogna fare in fretta perché le condizioni meteoclimatiche stanno per cambiare e anche per evitare rischi ambientali», lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a 'La Telefonata' di Maurizio Belpietro su Canale 5, riguardo ai rischi ambientali dopo il naufragio della Costa Concordia all'Isola del Giglio. «L'eventuale rottura di serbatoi - ha infatti avvertito Clini - avrebbe effetti difficilmente valutabili. C'é il rischio che la nave vada più giù e non esistono mezzi meccanici per trattenerla». «Stiamo operando - ha sottolineato Clini - in una situazione veramente al limite».

Aperti due varchi con esplosivo per le ricerche - Gli incursori della Marina hanno aperto due varchi sulla Costa Concordia, tramite piccole esplosioni, per permettere ai sommozzatori di raggiungere parti della nave non ancora ispezionate. Dopo l'incertezza meteo di ieri, il cielo è sereno e il mare è tranquillo, condizioni che aiutano le ricerche.

Guardia Costiera: Le chiazze non sono di carburante - Le chiazze segnalate da ieri nei pressi della Costa Concordia non sono di carburante, ma di «sostanze leggere ed evaporabili». Lo ha fatto sapere la Guardia Costiera. E' normale, si spiega, che liquidi di questo genere possano comparire intorno ad una nave, per di più di 114 mila tonnellate. Resta naturalmente l'allarme per le 2400 tonnellate di carburante all'interno della Concordia arenata a pochi metri dal Giglio.
48 sono le ore che il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha dato a Costa Crociere per approntare un piano di svuotamento dei serbatoi. Anche perché, nel giro di due giorni, potrebbe esserci la tanto temuta mareggiata in grado di spingere la nave verso il gradone profondo settanta metri. La Guardia Costiera ha anche reso noto che è stata attivata «una procedura standard» per intervenire nel caso di una reale fuoriuscita di combustibile. Da ieri una sorta di barriera di «panne assorbenti» presidia la parte emersa del serbatoio.