13 giugno 2024
Aggiornato 06:00
La Camera dice no all'arresto

Cosentino, Saviano: Voto omertoso e dettato da timori di vendetta

Lo scrittore commenta a Repubblica TV: «Il suo silenzio è d'oro per molti, Berlusconi in testa»

ROMA - «Si è scelta la strada dell'omertà, quello di oggi su Cosentino è stato un voto omertoso che manda un segnale pesante a tutto il paese». Così Roberto Saviano commenta, ai microfoni di Repubblica tv, il no all'arresto di Nicola Cosentino da parte dell'Aula di Montecitorio.
Secondo lo scrittore infatti il deputato del Pdl è stato «protetto dal Parlamento perchè il suo silenzio è d'oro per moltissime persone, sia per la politica della periferia che per quella centrale, Berlusconi in testa, perchè conosce tutte le dinamiche legali e illegali avvenute in Campania durante l'emergenza rifiuti, Cosentino è la storia di Forza Italia e del Pdl in Campania, il suo silenzio è la sua protezione».

Paura della vendetta - Saviano ritiene perciò che il voto di oggi da parte della Camera sia stato dettato dalla «paura della vendetta di una certa parte di mondo, vendetta che sarebbe stata terribile». Infine sulle annunciate dimissioni da coordinatore regionale del Pdl Saviano osserva che è stata da parte di Cosentino una «mossa di diplomazia, una specie di ringraziamento al suo partito che lo ha difeso contro tutto e tutti, il rischio è che sia un passo indietro per prendere la rincorsa».