14 luglio 2020
Aggiornato 06:00
L'Atac potrebbe costituirsi parte civile

Scontri di Roma, si aggravano le accuse per i giovani sotto processo

Oggi il pm Marcello Monteleone ha dato lettura delle contestazioni ai due imputati ai domiciliari, Stefano Conigliaro e il romeno Robert Scarlat. I reati di cui devono rispondere sono: resistenza pluariaggravata, lesioni gravi a pubblico ufficiale, e l'intralcio alla regolarità dei servizi pubblici urbani

ROMA - Nuove accuse per i giovani sotto processo per gli incidenti avvenuti il 15 ottobre scorso in occasione della manifestazione degli 'Indignati' a piazza San Giovanni, a Roma. Oggi il pm Marcello Monteleone, in aula, ha dato lettura delle contestazioni ai due imputati ai domiciliari, Stefano Conigliaro e il romeno Robert Scarlat. I reati di cui devono rispondere sono: resistenza pluariaggravata, lesioni gravi (originariamente erano lievi) a pubblico ufficiale, e l'intralcio alla regolarità dei servizi pubblici urbani.

Nei due procedimenti si sono costituiti parte civile 7 rappresentanti delle forze dell'ordine. Gli agenti - secondo quanto rappresentato dall'avvocato Eugenio Pini - hanno riportato ferite giudicate guaribili in un arco temporale compreso tra i 40 e gli 84 giorni. Sempre parte lesa sono il Comune di Roma e l'Ama, cui sono stati riconosciuti i danni, da risarcire in separata sede, in occasione della condanna (la prima, al momento) di Giovanni Caputi a 3 anni e 4 mesi di reclusione, pronunciata il 17 novembre scorso.
E secondo quanto rappresentato al tribunale dall'avvocato Giuseppe Di Noto anche l'Atac potrebbe costituirsi parte civile. I giudici della X sezione penale si pronunceranno sull'istanza che sarà formalizzata dal penalista nell'udienza del 9 febbraio. I difensori di Conigliaro e Scarlat preso atto dell'integrazione del capo di imputazione, hanno chiesto e ottenuto i 'termini a difesa', cioè un breve rinvio del dibattimento «per vagliare la nuova e diversa prospettazione fatta dall'ufficio del pubblico ministero», è stato spiegato.