25 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
La politica europea del Premier Monti

Trattato UE, «blitz» di Monti a Bruxelles

Il Presidente del Consiglio fa il punto sulla trattativa, mentre lo spread risale. L'Italia, come è noto, ha avanzato un pacchetto di proposte, in particolare su alcuni punti, come i criteri di calcolo del debito nazionale e la possibilità di escludere le spese per investimenti dal conteggio del deficit

ROMA - La motivazione ufficiale del 'blitz' di Mario Monti a Bruxelles palazzo Chigi l'ha fornita solo nel tardo pomeriggio, spiegando che il presidente del Consiglio "sulla strada per Parigi", dove domani incontrerà Nicolas Sarkozy, ha voluto fermarsi in Belgio per fare il punto sulla trattativa in corso sul 'trattato a 26'. Un colloquio breve, in realtà, visto che l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, rappresentante italiano presso l'Ue, ha avuto modo di parlare a quattr'occhi con il premier solo durante il tragitto in auto tra l'aeroporto e la casa bruxellese di Monti. Di sicuro, fonti di Governo escludono con fermezza qualsiasi legame tra la visita e il nuovo picco toccato oggi dallo spread Btp-Bund. Quello che è certo è che il premier ha improvvisato il viaggio.

L'Italia, come è noto, ha avanzato un pacchetto di proposte, in particolare su alcuni punti, come i criteri di calcolo del debito nazionale (chiedendo di tenere conto del risparmio privato e di spalmare e di ammorbidire il meccanismo di rientro) e la possibilità di escludere le spese per investimenti dal conteggio del deficit. Richieste sulle quali domani Monti cercherà di ottenere il consenso francese, prima dell'incontro con Angela Merkel previsto per la prossima settimana. Del resto, nell'intervista di ieri a Le Figaro, Monti ha spiegato chiaramente che anche l'Europa adesso deve fare la sua parte e che il 'fondo salva-Stati' è ancora "molto insoddisfacente", rispetto al "rischio-euro" che deve fronteggiare l'Italia ma, in definitiva, l'intera Europa.

Altre fonti di governo hanno parlato di incontri di Monti non solo con Nelli Feroci, ma con diversi ambasciatori a Bruxelles, sempre nell'ottica di mettere a punto modifiche efficaci al trattato 'a 26' siglato a dicembre. Il presidente del Consiglio è convinto, è lo dice pubblicamente, che non ci sarà salvezza né per l'Italia, né per l'Ue se non si accetterà di mettere sul tavolo misure più incisive a garanzia dei debiti sovrani. E questo dovrebbe essere stato il senso della visita di oggi.