26 gennaio 2020
Aggiornato 17:30
Al processo che si aprirà l'8 marzo

RAI, Legali Minzolini: Dimostreremo al processo la sua innocenza

Se ne dicono convinti i legali del direttore del Tg1, Carlo Pandiscia e Franco Coppi: «Non c'è reato di peculato: la somma sarà restituita, nessun danno per l'azienda»

ROMA - Al processo che si aprirà l'8 marzo dimostreremo l'innocenza di Augusto Minzolini. Se ne dicono convinti i legali del direttore del Tg1, Carlo Pandiscia e Franco Coppi, dopo l'udienza preliminare nella quale è stato disposto il suo rinvio a giudizio per la vicenda della carta di credito aziendale.

I due avvocati hanno espresso «la convinzione che nel processo che avrà inizio il giorno 8 marzo 2012 sarà dimostrata la insussistenza in fatto e la impossibilità in punto di diritto della configurazione del delitto di peculato contestato» a Minzolini per «alcune spese ritenute ingiustificate e che rientrano invece nell'ambito di consentite spese di rappresentanza». Pandiscia e Coppi tengono poi a precisare che «a fronte delle contestazioni mosse al dottor Minzolini circa l'impiego della carta di credito aziendale, il direttore del Tg1, sia per rispetto verso l'azienda sia per fugare qualsiasi dubbio circa la trasparenza della propria condotta, ha da tempo provveduto ad accreditare alla Rai l'intero importo della somma in discussione e ciò ancora prima che si avesse notizia della esistenza del procedimento penale».

I difensori sottolineano ancora che «proprio per questo motivo la Corte dei Conti ha disposto l'archiviazione dell'azione contabile nei confronti del dottor Minzolini, riconoscendo così l'inesistenza di qualsiasi danno per l'azienda».